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Occhi di zagara | Occhi di zagara |
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| Scritto da RenzoMontagnoli | |||||||||||
| giovedì 05 giugno 2008 | |||||||||||
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Descrizione
di Paola Sarcià Prefazione di Patrizia Garofalo Copertina originale di Don Franco Patruno Elaborazione grafica di Elena Migliorini Edizioni Il Foglio Letterario www.ilfoglioletterario.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Collana Autori Contemporanei Poesia diretta da Fabrizio Manini Poesia silloge Pagg. 120 ISBN: 978 - 88 - 7606 - 182 – 0 Prezzo: € 12,00 Paola Sarcià, nata il 18 ottobre 1962 a Bologna, dove ha vissuto fino a ventitré anni, risiede a Ferrara dal 1986; è docentedi inglese presso il Liceo Classico Sperimentale Ludovico Ariosto di Ferrara. Scrive poesie dal 2003 e ha partecipato al Premio nazionale Valeria di Rieti 2004 con la poesia “Silenzi” giunta all’ottavo posto. Ha partecipato al Premio Letterario Città di Monza 2005 con la poesia “Di un silenzio…” che è stata pubblicata sull’Antologia del Premio letterario Città di Monza 2005. La stessa poesia “Di un silenzio…” è stata anche selezionata per l’Antologia del Premio Marguerite Yourcenar 2006 ed è stata premiata con il Premio d’Onore alla IV edizione del Premio Letterario Internazionale Archè “Anguillara Sabazia Città d’Arte” 2006. La poesia “S’infrange il viaggio” è stata selezionataper l’Antologia del Premio Marguerite Yourcenar 2007, e la poesia “Notte” è stata selezionata per l’Antologia del Premio Città di Monza 2007. L’autrice è voce recitante in presentazione di libri e spettacoli di teatro. Il poeta traduce in versi le sue emozioni, siano esse liete oppure tristi, ma il percorso che più esalta questa ricerca in se stessi è di frequente motivato dalla sofferenza, un dolore spesso muto, che non traspare, ma che alligna nell’animo, corrosivo, a volte quiescente, ma sempre pronto a colpire. E allora, quando più si avverte, è indispensabile lenirlo con uno sfogo che fa nascere versi spesso struggenti, per quanto temperati da un naturale pudore. In Paola Sarcià, in questa sua opera prima Occhi di zagara, il dolore si fa verbo, si fa parola, fluisce dall’animo fino al foglio, che imprime e scava, una sorta di specchio liberatorio in cui confrontarsi, svelenire l’animo, mantenere traccia di una sofferenza che va, viene, scompare, ma che tenderebbe sempre a ritornare se non fosse intervenuto il potere salvifico della poesia, un’ancora di salvezza in cui farlo confluire. Sono rimasta aggrappata con unghie insanguinate allo scoglio di un amore. Oppure Ho gridato contro un cielo di stelle svanite contro una luna sparsa su una pelle di dolore. Ho pianto su una sedia al centro di una stanza le gambe rannicchiate il volto stuprato dalle tue menzogne C’è un motivo di fondo che si ripete, un senso di sfiducia, accompagnato da un intenso desiderio d’amore, un’insoddisfazione con radici antiche che reclama di essere placata. Tuttavia non manca la possibilità di un rifugio nel sogno, un’astrazione della mente che serve a stemperare, se non a far cessare il dolore. Densa cala la notte involucro scuro sulla pelle oltre le nubi danzo tra le stelle Infatti il poeta ha la possibilità di evadere la realtà con un’irrealtà che costituisce però solo l’uscita di emergenza da una situazione di disagio interiore quando la stessa diventa insostenibile. Ma tutto è inutile, quando domina l’indifferenza, quando siamo solo ombre in una moltitudine di gente inconsapevole della propria esistenza. Silenzi di solitudini di anime ad un crocevia vicine distanti nel loro immenso vuoto Come dice giustamente Patrizia Garofalo nella sua bella prefazione, la poetessa marchia a fuoco se stessa senza pietà, in una sorta di accettazione del proprio stato, senza odio, senza timore, una condizione indispensabile per continuare. Quanto ho scritto lascerebbe presupporre una difficoltà di lettura, dovuta alla naturale ritrosia di ognuno di noi ad accettare la sofferenza degli altri, ma non è così, perché quello che per l’autore è dolore per noi che leggiamo diventa malinconia, grazie a quel pudore che ha stemperato lo sfogo espresso in versi. Recensioni utenti
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giovedì 05 giugno 2008 Autore RenzoMontagnoli - Guarda tutte le recensioni - #1 Rececensori
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