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La vita digitale | La vita digitale |
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| Scritto da stella | |||||||||||
| domenica 18 maggio 2008 | |||||||||||
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Descrizione
Incipit: "L'uomo, un sacco vuoto con dentro un telefonino spento" Secondo V. Andreoli la nostra società ha gradualmente perso e alterato i rapporti tra i diversi individui formando una comunità in cui mancano le singole identità con i rispettivi valori e aspetti significativi. Una società che ha mescolato i sentimenti ai desideri materiali e di consumo. In questo quadro poco entusiasmante lo psichiatra cerca di individuare le strade possibili per recuperare o rivalorizzare il contesto in cui la nostra civiltà si evolve. Nel suo libro “La vita digitale” Andreoli mette in guardia dall’uso indiscriminato dei mezzi di comunicazione,(soprattutto il cellulare) che hanno pian piano impoverito il valore del linguaggio. Anche la memoria sarebbe meno efficiente perché nella vita quotidiana affidiamo spesso le nostre direttive a “macchine” che raccolgono in modo asettico i nostri pensieri e conoscenze. A questo proposito lo psichiatra , riferendosi ad Internet e ai giochi elettronici, sostiene che queste “relazioni” non aiutano la nostra memoria ma la sostituiscono confondendo la realtà con la virtualità in cui basta pigiare un bottone per eliminare ciò che non piace. Proprio per questo i genitori dovrebbero controllare e limitare l’uso del computer ai propri figli in modo da evitare che il tempo di esposizione crei una dipendenza a tutti gli effetti. Il valore emozionale dei sentimenti è una strada che deve essere riscoperta perché la ragione non può, da sola, soddisfare e arricchire la nostra vita. “La vita digitale non deve divorare i legami” né creare rapporti virtuali in cui l’Io è sostituito dalla sua immagine spesso onnipotente. In questo senso Andreoli ci invita a riscoprire l’altra faccia della medaglia cioè la morte che nella società moderna ha assunto significati spesso banali e di comune routine attraverso i mezzi di comunicazione che ogni giorno ci riferiscono notizie e avvenimenti sempre più dolorosi. Solo accettando e accogliendo i nostri limiti si può guardare oltre le apparenze e dare la giusta importanza e significato a quei valori che oggi non trovano la giusta e necessaria considerazione. La memoria temporale è fatta dagli uomini e come tale è una costruzione di esperienze vissute direttamente e, nel bene e nel male, aderenti alla realtà vera. Laura Alberico Recensioni utenti
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domenica 18 maggio 2008 Autore stella - Guarda tutte le recensioni - Top 10 Rececensori
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