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Recensioni Letterarie - Librando.net libri narrativa poesie racconti

giovedì
nov 20
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La Grammatica di Dio  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Dario Arena   
venerdì 11 gennaio 2008
Voti utenti
3.0
su 5
Stefano Benni
1 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Stefano Benni è un grande narratore dal folto e affezionatissimo pubblico. Questo è il ventunesimo libro che ha pubblicato con Feltrinelli. Sono venticinque racconti di solitudine ed allegria in 182 pagine che non smentiscono la sua personalità di cantastorie e poeta lucido, sagace e ironico. Abituati troppo bene, tuttavia appare questa volta meno convincente del solito. Duole dirlo.

Una vendetta è seppellita da un risata: “Lo guardava con gli occhi da gufo e diceva: - Dottore mi fa accendere? - . E rideva.”
Un giovane passato senza radici chiede mestamente in solitudine un aiuto al presente per affrontare il futuro: “Non ho fatto il Sessantotto e neanche il Settantasette e magari non farò neanche il Duemilaotto. Ho bisogno di un angelo. Se no, non so come fare.”
La solitudine che non riesce a raccontare, neanche se stessa: “Che iella, pensò, ho appena scoperto che l’uomo più solo del mondo non esiste e non ho nessuno a cui dirlo.”
Non manca la metafora sulla scarsa attitudine alla lettura, a parafrasare i bamboccioni Padoa-Schioppani: “Che senso ha ancora studiare Mobius Benediktus? E’ sempre più difficile far leggere queste giovani bestie. E soprattutto, ne vale la pena?”
E neanche il dialogo con la morte: “Tu pensi che io sia ingiusta, vecchio? – Ingiusta, inutile crudele. – E perché parli con me? – Cos’altro posso fare?

I personaggi appartengono a quella tipica moltitudine che il prolifico e puntuale Benni - e Daniel Pennac d’oltralpe, con il quale condivide alcune caratteristiche letterarie - è in grado di sfornare ogni volta che scrive: un cane e il suo padrone, un nonnino, uno scienziato, un terzino sinistro, un orco, una ragazza sbandata, un duce, un frate, una coppia infedele, e tanti altri. Nessuno squillo di tromba, niente fanfare, i personaggi vivono nella propria realtà sommersa, fatta di mezzi toni e pensieri sommessi, di finali sardonici e di pensieri apparentemente sconnessi.
In questa raccolta di racconti dal titolo altisonante cantano mesti e sottovoce - purtroppo - alcuni tratti essenziali dell’originale stile letterario di Benni: l’intuizione geniale, le acrobazie lessicali, la comicità lacrimogena. La sopravvivenza della dimensione fantastica è garantita, in alcuni casi laconicamente confinata in ristretti margini di manovra favolettistici.

Come quasi tutte le raccolte di racconti, è un libro che gradisce una lettura qui e là, Saltatempo. La prosa è saggia, comprensibile e pacifica, quasi sempre sul blues melanconico. Le letture degli episodi, più che scorribande metropolitane o cavalcate nelle steppe, suggeriscono tranquille passeggiate intorno ad un laghetto ai margini del bosco. Talora inquinati entrambi.
Splendide, incantevoli e struggenti alcune di queste passeggiate. Il genio del lupo - soprannome di Benni - sessantenne brilla di scoppiettante comicità in un altro paio di racconti. Genera una profonda tristezza, in altri. Alcuni, appaiono invero velleitari, stillati dalla penna di un adorabile scrittore in cerca dell'ispirazione dei bei tempi, e che si affida al consolidato mestiere.
Forse ha accelerato i tempi per offrire la confezione natalizia. Forse era in pausa di riflessione sugli anni passati a scrivere, e sugli scritti degli anni passati, ricchi di successi di pubblico e di critica. E nel frattempo ha pubblicato La Grammatica di Dio.
Non sono sicuro. Tenderei peraltro a considerare come una spia a sostegno di quest’ultima ipotesi il simpatico Luisona Day dell’estate 2006 organizzato da Benni e soci per il trentennale dell’uscita del famoso Bar Sport, titolo pubblicato in prima edizione per la Biblioteca Umoristica Mondadori. Duecento letture in tutta Italia e qualcuna anche all’estero. Piccoli bar, teatri, grotte, barche in mezzo al mare, campi di calcio, favole al telefono, cyberletture e letture per strada. Se si pensa che tutto è partito da quattro o cinque mail scambiate tra sitisti avventurosi, c’è da meravigliarsi. Potenza della Rete e dell'affetto che il pubblico serba, da sempre, per il lupo.

La Grammatica di Dio, ad ora, ha venduto oltre duecentomila copie. Chi non conosce la dimensione umana dell’Autore non potrà evitare di apprezzarla acquistando una copia di questo volume o di uno delle tantissime e valide produzioni precedenti, contenenti "pezzi" in assoluto strepitosi.


Recensioni utenti

Media voti da: 1 utente(i)

giudizio globale
3.0
 

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3 di 3 persone hanno trovato questa recensione utile

venerdì 11 gennaio 2008

Autore Dario Arena   -  Guarda tutte le recensioni  - Top 10 Rececensori

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3.0
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