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giovedì
nov 20
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Derubata d'innocenza  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
mercoledì 14 novembre 2007
Voti utenti
3.0
su 5
Sara Tarantino
1 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Sara Tarantino
Editore: Creativa
La tematica affrontata nel libro è molto delicata. Una bambina che viene appunto, come cita il titolo, derubata della sua innocenza, delle gioie e delle risate infantili. Il più efferato dei crimini consumato tra le mura di una casa in cui avrebbe dovuto sentirsi protetta, lontana dal dolore, immersa nell'affetto familiare.

Sara a otto anni vive un'esperienza che la segnerà per tutta la vita. Non è tanto il modo in cui viene scritto il libro, non certo in maniera eccellente, a far riflettere, quanto di per sè l'avvenimento, l'avvertire di una bambina di essere stata defraudata di tutti i sorrisi e i giochi dei suoi coetanei. Un episodio, che diventano due e chissà quanti altri, che la rapiscono dalla sua età e la catapultano in un Mondo che non è suo, dove continuerà il suo percorso di vita, lontano dagli amori che non riesce a vivere, lontano dal padre che non comprende il suo dolore. La pedofilia è stata definita "una bomba ad orologeria psicologica", che causa effetti devastanti a lungo termine. E così capita a Sara, che solo parecchi anni dopo riesce a rivivere quei giorni di violenza e a raccontare tutto al suo fidanzato.
 
La protagonista vive quell'iter comune a tutte le vittime di un abuso sessuale, incompresione, senso di distacco dagli altri, difficoltà nel vivere le relazioni amorose, rischio di finire nei circoli della droga e nell'alcool pur di fugare i ricordi.
Più di tutto quello che le risulta più complicato è l'indifferenza nei confronti dell'accaduto da parte del padre, che pare non credere ai suoi racconti, pare non comprendere la sua sofferenza, al punto da farla sentire quasi colpevole delle violenze subite.
Spesso purtroppo è quello che capita ai bambini che subiscono abusi sessuali da parte di parenti, l'inasprimento da parte degli altri, il terrore che alberga nel loro cuore e nei loro occhi quando si ritrovano costretti a vivere finti momenti di felicità con le stesse persone che hanno proibito loro di essere felici, i dubbi da parte delle persone più prossime circa un possibile racconto puramente di fantasia.
 
 
La scrittura è piuttosto scorrevole, manca tuttavia di creatività e originalità. Risulta spesso ridondante. Avrebbe potuto lavorare meglio sulle sensazioni di Sara e su rapporti con i genitori, col fidanzato, su cui mi è parso sia stata alquanto superficiale.
 
 
Adelaide Ciampa

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mercoledì 14 novembre 2007

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