ISRAELE. Storia dello Stato (1881-2007)
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| Recensioni Storia | |||||||||||
| Scritto da viola | |||||||||||
| martedì 12 giugno 2007 | |||||||||||
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Descrizione
Poiché mentre le opere – ma soprattutto le operette, nel senso di libelli usa e getta – sul conflitto israelo-palestinese abbondano, sono assai rari se non inesistenti studi organici sulla natura e sulla storia dei due contendenti in campo. Contrariamente, invece, a quanto i mercati in lingua inglese o francese, offrono ai loro lettori. Da alcuni lustri, infatti l’editoria italiana non pubblica testi sulla storia dello Stato degli ebrei. Del quale, peraltro, si parla pressoché quotidianamente su tutti i mezzi di informazione, senza però conoscerne la reale fisionomia. Una sorta di “Israele metafisica” campeggia così nei nostri pensieri, soprattutto attraverso le immagini che la nutrono: a seconda dei punti di vista, luogo di nequizie o di splendori. Più le prime che i secondi, ad onore del vero, ma spesso prive di qualsiasi ancoraggio con la realtà dei fatti e, soprattutto, con la storia. Il lavoro svolto da Claudio Vercelli, studioso e ricercatore di storia contemporanea, si candida, in quanto corposa trattazione ma accessibile anche ad un ampio pubblico, a colmare tale vuoto. Partendo, per l’appunto, dalla consapevolezza che il primo passo da fare è quello di offrire elementi di giudizio, ossia fatti, e non giudizi a sé, che rischiano di trasmutare fin da subito in deliberati pregiudizi. Per questa ragione l’arco di tempo considerato non sono solo i sessant’anni di vita dello Stato ma anche il periodo antecedente, che l’autore fa partire dal 1881, con l’avvio dei processi di espulsione di parte consistente dell’ebraismo russo dai suoi luoghi di origini. Dall’intreccio tra percorsi migratori ed evoluzione del pensiero politico in campo ebraico, al contatto con lo spirito dei tempi dove le due grandi famiglie di appartenenza sono il nazionalismo e il socialismo, l’autore fa derivare lo sviluppo del sionismo e, in immediato riflesso, il determinarsi dell’insediamento ebraico nella Palestina ottomana prima e mandataria poi. Poiché, come ben ci spiegano le pagine di Israele, ben poco della realtà nazionale può essere compreso se la si fa partire dal 1948, anno di fondazione dello Stato, quando alcuni percorsi si avviano ma altri - molti altri - giungono a termine. Anno cruciale, insomma, che segnalava alla comunità internazionale l’esistenza di una nazione, quella ebraica, che già da decenni andava costituendosi in quanto paese a sé, attraverso un lungo e complesso processo di formazione delle sue istituzione politiche. Israele. Storia dello Stato è tuttavia anche un libro di storia “dal vivo” poiché intreccia ai fatti e ai protagonisti anche la descrizione, spesso in chiave problematica, delle questioni che erano e rimangono all’ordine del giorno: il rapporto tra istituzioni laiche e religiose, la dimensione dell’ebraicità in un paese pluralista, la questione del legame conflittuale con i palestinesi e, più in generale, i modi, i tempi e i criteri con i quali, in un’area del mondo di per sé turbolenta, si è andata costruendo una democrazia. Il cui tratto originale, unico per molti aspetti, è dato dal fatto che almeno un terzo della popolazione è nata al di fuori dei confini nazionali. Il libro di Claudio Vercelli si rivolge sia al lettore medio, interessato alla storia per meglio comprendere il presente, sia al pubblico caratterizzato da esigenze di studio, quali gli studenti. In questo senso l’autore, non solo pubblicista ma anche ricercatore e didatta, ha trasfuso la sua esperienza di insegnamento e di comunicazione, facendo sì che il libro sia non tanto un manuale, a ancor meno una storia “romanzata”, ma un’opera non asettica di approfondimento, toccando le problematiche richiamate dalla storia stessa del paese e, in prospettiva, le questioni che lo coinvolgono in un pianeta oramai sottoposto agli effetti della globalizzazione. Prova ne è il fatto che, già alla sua prima uscita, il testo sia stato adottato in alcuni corsi di laurea. Garanzia, a ben vedere, se non di una impossibile imparzialità (il lettore dubiti sempre quando qualche autore si spaccia al di sopra dei temi che affronta: o mente o è un incosciente) quanto meno di uno sforzo di obiettività. Da ultimo, qualche parola sull’editore: trattare un tema come Israele, oggi, non è cosa facile, suscitando passioni e identificazioni di segno opposto e, il più delle volte, inconciliabili. L’Editrice La Giuntina da alcuni decenni va impegnandosi per la valorizzazione e la diffusione della cultura ebraica, e di ciò che intorno ad essa ruota, a partire dai libri in quanto prodotto del popolo del Libro, soprattutto tra i non ebrei. Le opere che pubblica, tra queste anche l’Israele di Claudio Vercelli, non sono l’occasionale tentativo di accondiscendere alle momentanee mode di un mercato capriccioso e discontinuo. Semmai, invece, sono il risultato di uno sforzo, quello di coniugare la memoria del passato all’investimento per il futuro, nella consapevolezza che solo la conoscenza genera la sapienza, ossia la capacità di comprendere e di scegliere secondo ragione e giustizia. È questa, oltre alla sua filosofia editoriale, la sua funzione culturale. Ben sapendo che dietro ogni lettera, accanto ad ogni parola, c’è un universo di significati e di esperienze, così come i Maestri ci hanno insegnato. Recensioni utenti
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martedì 12 giugno 2007 Autore viola - Guarda tutte le recensioni - Top 50 Rececensori
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