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Narrativa
L'imitatore di corvi | L'imitatore di corvi |
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| Scritto da Loredana | |||||||||||
| venerdì 01 giugno 2007 | |||||||||||
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Descrizione
In un villaggio della Germania, Niederdorf, nel 1911 nasce Fritz Zemanek, un ragazzino imitatore di uccelli, soprattutto di corvi. Un’arte incompresa dalla maggior parte delle persone, alimentata invece, dalla zia di Fritz, Lotte, più piccola di lui di qualche giorno e amante del bel canto, con la quale scopre i piaceri del sesso e dell’amore. Insieme crescono nell’atmosfera di quella Germania che, coinvolgendo l’Europa e non solo, si vedrà protagonista dell’ascesa e conferma di Hitler e del nazionalsocialismo. Le loro strade si divideranno solo per seguire ognuno la propria arte: Fritz si unirà al circo di Mamma Kola, dove incontra la splendida nana Karin e Lotte si trasferirà a Norimberga per studiare e seguire la carriera di cantante lirica. Il loro amore continua fino a quando Lotte, incontra il giovane spasimante Adolf. Il dolore e la delusione provati da Fritz sono così profondi da far perdere quel dono di imitare gli uccelli. Il circo non ha più bisogno di lui, e Fritz comincia vagare per la Germania cercando di sbarcare il lunario. Diventa spia della polizia di quei tempi, viene recluso in un campo di concentramento ed infine è ospite di una casa di cura per malattie mentali perché considerato pazzo. Ma non è pazzo, fa solo finta. In realtà la sua pazzia esiste per non deludere il suo psicoterapeuta Paul. Qui ritrova Karin la splendida nana con la quale riprende la relazione avuta negli anni del circo e con lei scappa dalla casa di cura (la Struttura) che li ha “ospitati” perché malati di mente. Pazzia vuol dire purezza e libertà? La purezza è la semplicità delle cose, la semplicità dei ragionamenti. La libertà è sostenere e vivere fermamente la purezza. Cosa c’è di più puro e semplice di credere in un amore, di farsi affascinare dalla sua sensualità e di vivere il piacere della sessualità dell’amore? Viverlo, l’amore, è libertà. Credere in un amore diverso dalle regole dettate dalla “Struttura” che, altro non è che il mondo fondato sulla religione, sulla politica, sul potere, credere in questo significa entrare nel vizio della pazzia, significa diventare un problema da eliminare? Da rinchiudere? O da nascondere con un muro, il muro di Berlino. Il genere umano costruisce i Muri di Berlino affinché “possa fermare l’emorragia di vita che fuoriesce dalla tua anima”, affinché la pazzia possa essere risolta. Il protagonista Fritz scappa con Karin, la splendida nana, dalla “Struttura” perché sono liberi di amarsi nonostante la gente riderà di loro, ma sono puri e liberi come lo sono i corvi, perché la libertà non ha colore. La libertà è pura. Loredana Sardu Recensioni utenti
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venerdì 01 giugno 2007 Autore Loredana - Guarda tutte le recensioni - Top 50 Rececensori
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