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I corvi | I corvi |
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| Scritto da viola | |||||||||||
| mercoledì 30 maggio 2007 | |||||||||||
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Descrizione
Le storie di due famiglie si sovrappongono e si intrecciano, ma senza mai toccarsi. Due famiglie distanziate dal tempo e separate dai luoghi, ma legata a una stessa minaccia, quella della disgregazione e dello sradicamento sociale. Da una parte c’è la famiglia di Didi, una giovane donna in carriera. E’ nata nella realtà compressa e ideologica del kibbutz e molto presto ne è fuggita, lasciando bruscamente dietro di sé affetti e infanzia. Per colmare il vuoto dell’abbandono si è gettata tra le braccia di Shimon, ebreo sefardita a capo di una azienda di mattonelle. Con lui, dopo tanti tentativi, ha avuto una figlia, Naamà, ma non basterà a tenere saldo il loro legame, che lentamente si sfalda, attraverso litigi, disagi e tradimenti, fino a liberare entrambi i giovani da un rapporto nato sbagliato, e dare loro la possibilità di un nuovo inizio. Dall’altra parte, c’è la famiglia di Genia, una donna amareggiata e cattiva immigrata in Israele dall’Est Europa e mai ambientatasi nel paese di adozione. La sua frustrazione la riversa in una nostalgia per un luogo immaginato e paradisiaco, quello della sua infanzia, che frappone continuamente alla realtà ingiusta e crudele nella quale sente di essere stata catapultata. Ma soprattutto, vittime del suo astio nei confronti della vita e del mondo sono i suoi familiari; e se il marito accetta pazientemente e con passività le sfuriate e i lamenti della moglie, i figli non fanno altrettanto, e per evadere da questa prigione domestica si creano nuove personalità e nuove vite che esistono solo al di fuori della casa. Rami, il figlio maggiore, trova sfogo nell’esercito e nel mare; si arruola infatti in un’unità combattente marina e nelle missioni notturne mentre è immerso nell’acqua buia per andare a piazzare esplosivo sotto alle chiglie delle navi nemiche sente di liberarsi dal giogo materno. Rivka, la figlia minore, trova la sua via di uscita in una vita sessuale sfrenata, al limite della ninfomania, che non conosce inibizione alcuna: l’unica necessità è quella di sentirsi amata, posseduta, protetta. Ma in queste due storie, che si incontreranno solo nelle ultime pagine del libro e riveleranno al lettore il mistero della trama di questo splendido romanzo, sono narrati, oltre che gli aspetti più dolorosi della storia israeliana, la difficoltà di mantenere i rapporti nei nostri tempi moderni, la crisi della famiglia e la mancanza di riferimenti e di appigli per uomini e donne che rimangono a fatica a galla in un mondo dai ritmi isterici e che pare perdere ogni tipo di valore. Recensioni utenti
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mercoledì 30 maggio 2007 Autore viola - Guarda tutte le recensioni - Top 50 Rececensori
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