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Il gelso insanguinato  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da previtali.b   
sabato 17 marzo 2007
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Bruno Previtali
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Descrizione
Recensioni
Autore: Bruno Previtali
Editore: Bastogi Editrice Italiana
Da “Il gelso insanguinato”

Angela è costretta a confrontarsi con una situazione pesantissima, forse troppo pesante per non opprimerla a terra con il suo peso insopportabile. Con i soprusi e gli inganni messi in atto da Andrea è costretta a cedere alle pressioni di un uomo che non ama e che non potrà mai amare in vita sua.

La paura di perdere la propria indipendenza personale e la necessità di mantenere il posto di lavoro prevalgono sui suoi labili pensieri di ribellarsi, di rifiutarsi ad Andrea. Anche se prova una tremenda rabbia al vedersi derubata della propria dignità e personalità da un uomo che ora provoca in lei solo sentimenti di odio e sensazioni di riluttanza. Ma non è più tempo di pensare… E' un tardo pomeriggio caldo e umido, il sole calante sta facendo posto a una leggera brezza ristoratrice; l'acqua scorre poca e lenta nei fossi delle campagne di Bottanuco e i sentieri sono impolverati. Il leggero fruscio delle foglie degli alberi è quasi impercettibile, ma sono spine lamentose per l'animo triste di Angela, che lo percepisce come l'estremo tentativo della sua coscienza di farla desistere dal donarsi a quell'uomo che di lì a poco si trasformerà nel becchino dei suoi sogni di ragazza. In cielo passano stancamente nuvole grigie, e tutto appare ancora più torbido. L'umidità comincia a salire dai fossati e s'insinua pesante e pigra nei cespugli, quasi a voler fugare la perversa voglia del perfido Andrea. Angela avanza sola, sembra quasi senza volontà, non le importa della strada tutta gibbosa e polverosa, avverte un senso insolito di stanchezza che le rende sgradevole il lento cammino. Ad ogni passo sente un'oppressione al petto, che le rende faticoso il respiro e la agita; ma è costretta ad ingoiare amaramente ogni pensiero avverso e estraneo all'occasione. Sempre più rari gli ultimi sussulti della sua anima ribelle nel disperato tentativo di inseguire sogni ormai irrimediabilmente perduti nella polvere di quella strada di campagna prima amica. E che ora le appare come la via della sua perdizione. Non si capacita di tanto lento calvario per arrivare, per raggiungere quel luogo predestinato; inconsciamente lento il suo passo vorrebbe tenere ancora e forse per sempre lontano quel posto. La morente luce del sole arrossa il paesaggio agreste e… il dolce triste viso di Angela dalla vergogna. Un'eco lontano di campane smorza i flebili rumori serali della campagna, mentre il suo cuore palpita, timoroso di essere travolto da un imminente uragano, che lascerà segni indelebili. Sempre più lento il passo nella strada deserta, e socchiude gli occhi per qualche istante, come a voler respingere lontano da lei quel calice troppo amaro; ma come una stella errabonda continua per inerzia a cadere verso la polvere che avvolge sempre più i suoi passi. Piccoli istanti di smarrimento cercati e voluti per tentare di nascondere quel posto che purtroppo si fa sempre più vicino. Dietro l'ultima curva in fondo alla strada le appare la sagoma di un uomo, fermo e tranquillo, che come un'ombra sta aspettando la sua preda. La sera si annunciava ancora più calma e tiepida, le nuvole in cielo sembravano fisse, quasi immobili, come predisposte a non lasciarsi sfuggire niente di quello che stava per accadere in quel piccolo e sperduto posto della campagna di Bottanuco. Tutto intorno la quiete e il grigiore del crepuscolo, dentro il quale Angela si sente assolutamente e spaventosamente sola con se stessa da non osare quasi respirare per non fare rumore. Nel cuore l'angoscia di chi è costretta a fare del male e il vuoto di chi non ha più sentimenti genuini da difendere né armi per combattere.


BRUNO PREVITALI
IL GELSO INSANGUINATO
Romanzo
Ed. Bastogi 2003
F.to 14x21, pp. 96, Euro 8,00
(Ed. 10/2003) Cod. ISBN 88-8185-598-4


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