Recensioni
Narrativa
L'età di mezzo
L'età di mezzo
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Eliantio | |
| lunedì 05 marzo 2007 | |
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Descrizione
La sua morte spingerà le donne di Sathil Hill a rivoluzionare la propria vita, memori dolorose del loro amico, che tengono nel cuore come una passione segreta mai consumata, come un ricordo che diventa insieme motore dei cambiamenti che si accingono a svolgere. Fino a quando anche il passato di Adam non viene svelato, rivelando come dietro qualsiasi persona si celi sempre un segreto, a volte doloroso, a volte solo da dimenticare. Se in "bestie", la Oates ci portava a scoprire le perversioni sessuali di due affermatissimi coniugi, entrambi docenti di un università americana e se "una famiglia americana" distruggeva quell'aurea di perfezione che la classica famiglia americana degli anni 80 tentava di costruire, nell'"età di mezzo" la Oates affronta il tema dell'importanza del vissuto e del segreto delle persone. L'indagine viene condotta non solo sulla pelle del caro estinto Adam Berendt, ma anche delle sue amanti mancate, le donne di Sathil Hill. La Oates ci offre quattro ritratti di donne americane ricche e dimentiche di sè stesse: c'è Marina la povera libraia scontenta di se stessa, Abigail la ricca divorziata innamorata del figlio, la burrosa Augusta, dedita ad infedeltà coniugali e la dolce Camille,moglie tradita che comincerà a curare gli animali altrui. Tutte innamoratissime di Adam, il cui ricordo troneggia in qualsiasi situazione esse si trovino, dominando i dubbi sulle scelte che esse si trovano a fare dopo la sua morte, queste quattro donne vivono nella spasmodica ricerca di un modo per soddisfare la memoria dell'amico ed insieme anche se stesse. Al di là della trama, originale nella scelta della ricostruzione della vita di un personaggio attraverso molteplici piani ricostruttivi affidati al ricordo personale delle protagoniste, il romanzo esplora due grandi temi. Il primo riguarda l'importanza dei propri segreti, l'importanza cioè di mantenere o meno dei dettagli "sporchi" della propria vita senza confidarli necessariamente agli altri. L'idea di conservare presso gli altri un immagine edulcorata o perfetta di se stessi domina rispettivamente Adam e i concittadini di Sathil Hill. Solo che il primo si sforza di mantenere il riserbo per vergogna di se stesso e del proprio doloroso passato, i secondi invece scelgono il silenzio per evitare di perdere rispetto e credito presso la classe "bene" cui appartengono. Con tale atteggiamento, poi ripudiato, quelli stessi finscono per sentire come insopportabile il peso delle proprie angoscie e dei propri fallimenti, abbracciando infine una lettura della vita maggiormente attenta alla sostanza della vita stessa piuttosto che alla sua forma esteriore. Il secondo tema invece riguarda il significato della coscienza. Nel libro le signore ed i signori rispettabili di Sathill Hill fanno scelte che mettono a nudo la loro debolezza, falsità o perversione, scoprono il marcio dei loro caratteri, affontano le loro possibilità di riscatto o di cambiamento e quando vogliono redimersi (ed in parte ce la fanno), si chiedono se Adam, il loro amico, avrebbe fatto quella scelta. A volte danno ad Adam la colpa per il loro fallimento! Si mette così a nudo quell'assenza di fiducia in se stessi, che corrode la civiltà benestante americana, una civiltà che da un lato aspira ad esere autosufficente ed invece continua ad aver bisogno di un referente da cui sentire approvazione, dall'altro non si sente in colpa per la condizione di favore, soprattutto economico, che gode rispetto ai normali come Adam Berendt, apparentemnte spiantato artista senza passato, pieno solo della sua arte e di nient'altro, così diverso dai pretesi felici, perchè ricchi, di cui è piena Sathill, l'America, il mondo. Antonio Mazzuca Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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