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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Grugni Paolo
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Descrizione
Recensioni
Autore: Grugni Paolo
Editore:  

La trama funziona, mi è piaciuta, mi ha tenuta incollata alla pagina, mi ha messo curiosità. La parte thriller è anche più che buona, e si presta a un tipo di lettura - o almeno io l’ho vista così - provocatoria e ironica (Grugni fa un po‘ il verso ai thrilleroni di genere).
E di ironia è davvero impregnato, questo romanzo, di quell’ironia un po’ bastarda e un po’ malinconica, l’ironia di chi è consapevole, ironia un po’ cinica e un po’ dolce che fa da filtro per ogni cosa che viene raccontata
”al di là di questo balcone assisto alla sit-com di questa città alla quale hanno chiuso l’audio della laff box, meglio non sentire il mix di lacrime di coloro che sanno di viver dentro un copione”
E il copione, in Mondoserpente, è cattivo, non c’è pietà per nessuno - nemmeno per i più “sfortunati“ - non c’è un cenno di buonismo, mai, mondoserpente è spietato: ci sono malati di cancro e bambini portatori di handicap ma non c’è speranza, no:
”la speranza, quell’umiliante ultima speranza che salta fuori vestita da puttana che sembra te la dia e non te la da mai “
L’umanità raccontata è infatti crudele, meschina; siamo in un mondo in balìa del caos: un killer uccide bambini e a nessuno importa, gli organi di polizia investigano poco e male e i delitti si fermeranno soltanto grazie a questi due “sfigati” che inseguono e trovano il killer praticamente per CASO.

E c’è una storia d’amore, in queste pagine, che è struggente e cattiva anch’essa - e non potrebbe essere diversamente. Una storia d’amore che porta dolore e sconfitta e umiliazione; una donna, Eli, (“che si muove incerta come una barchetta di carta nel laghetto di Paperopoli”) che è insieme ingenua e stronza e che rappresenta, secondo me, tutti gli amori non corrisposti del mondo - siamo tutti uguali, quando ci capita quella cosa lì, andiamo avanti e non ci rendiamo conto che ci stiamo ammazzando da soli.

Ottima la struttura, un misto di:
- prima persona che pensa intanto che narra
- poesie tra un capitolo e l’altro
- dialoghi che sono, a seconda dei casi: a)inseriti perfettamente nella narrazione, b) staccati dal testo e preceduti da una piccola intro dal sapore teatrale.

Grandiosa la scrittura: uno stile unico, perfettamente integrato nella storia, che ti spara direttamente in vena uno sguardo particolare sul paesaggio, uno stato d'animo (a Grugni bastano tre parole e zac!) e
senza essere assolutamente sterile esercizio di stile, non può che affascinare e appassionare e impressionare gli amanti della parola scritta Rossella Testa
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