| L'oscura immensità della morte |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da RenzoMontagnoli | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
In breve il tutto nasce da una rapina dove vengono uccisi da uno dei due banditi due innocenti, madre e figlio. Uno dei malviventi viene arrestato e condannato all’ergastolo, l’altro invece fugge e resta in libertà. Quindici anni dopo l’omicida, affetto da un cancro inguaribile, chiede la grazia e quindi il perdono del marito e padre delle vittime, un uomo ormai prigioniero della solitudine e della memoria, con sempre impresse nella mente le ultime parole di sua moglie “E’ tutto buio, Silvano. Non vedo più nulla. Ho paura, ho paura, è buio.” Non vado oltre per non togliere il piacere al lettore di scoprire come si evolverà la vicenda, dove, pur negli stilemi di un “noir”, si è indotti a profonde riflessioni sulla vita e sul concetto di giustizia, con una narrazione essenziale, incalzante e incisiva, ma non per questo meno coinvolgente. Carlotto come scrittore ha il dono dell’immediatezza, cioè riesce a trascinare il lettore nelle spire della trama, rendendolo di fatto partecipe fino a immedesimarsi prima con l’uno e poi con l’altro dei due personaggi principali, che non sono altro che le rispettive immagini speculari. Alla vicenda fa da sfondo una città del Nordest, in cui tutto è regolato dall’ipocrisia, in particolare da quella dai mass-media, ossessivi e implacabili nell’imporre il loro concetto di giustizia, ma anche propinatori di illusioni alle quali i due protagonisti non si sottraggono. L’oscura immensità della morte è un romanzo di grande respiro, una sorta di compendio dei molti difetti e dei pochi pregi della società in cui viviamo. Renzo Montagnoli Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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