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La sublime pazzia della rivolta  PDF Stampa E-mail
Recensioni Saggistica
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Montanelli Indro
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Descrizione
Recensioni
Autore: Montanelli Indro
Editore: Rizzoli

“La sublime pazzia della rivolta” di Indro Montanelli è la raccolta di tutti gli articoli che il grande giornalista pubblicò sul Corriere della sera nei giorni della rivoluzione d’Ungheria del 1956.
Si tratta di un saggio di grandissimo pregio per due ordine di motivi. Il primo è che una scrittura così piana, lineare e coinvolgente rappresenta l’esempio di scuola per chiunque voglia cimentarsi nel difficile mondo del giornalismo. Le notizie vengono vagliate attentamente attraverso l’analisi accurata delle fonti, e l’opinione dell’autore è sempre ben distinta dagli avvenimenti che racconta.
Il secondo motivo è che Indro Montanelli prima di ogni altro capì la vera genesi di quella rivolta: non si trattava, invero, di manifestazioni propagandiste di tipo occidentale o men che meno fasciste. I rivoluzionari altro non erano che contadini, operai e studenti che in nome del socialismo non contestavano il comunismo tout court ma inneggiavano ad un nuovo comunismo: quello che più tardi si sarebbe chiamato comunismo dal volto umano. Egli capì – e ciò gli costò finanche la grande amicizia con Leo Longanesi – che quei giovani studenti non erano affatto sobillati dai fascisti o dai borghesi, ma che spontaneamente essi propugnavano un socialismo più liberale e definitivamente sottratto al Patto di Varsavia.
L’invasione di cinquemila carri armati sovietici ha impedito il realizzarsi del loro sogno. Ma i valori a cui essi si ispiravano – libertà e socialismo – sono rimasti sempre vivi nelle  menti e nei  cuori dei sopravvissuti.
Lo spirito e la dignità dei patrioti ungheresi viene descritta come meglio non si potrebbe: con testimonianze dirette ed esperienze vissute in prima persona. Le contraddizioni del governo di Mosca – spesso malinteso dagli stessi soldati russi che furono inviati a combattere e che per questo, a volte, quando non disertarono fraternizzarono col nemico – messe a nudo e sovrapposte a quelle del governo di Budapest.
In Italia il PCI di Togliatti approvò la linea di Mosca. Molti benpensanti si disinteressarono di quella vicenda ben più attratti dalla guerra appena iniziata nel canale di Suez. E molti liberali scambiarono la rivolta ungherese un per un’istanza di tipo liberal-borghese.
Ma quella non è - sostenne da subito Indro Montanelli -  roba nostra. E’ roba loro! Girolamo Lazoppina

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