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Narrativa
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Nonostante sia difficile prevedere a priori gli sviluppi della carriera di uno scrittore – l'improvviso interessamento da parte di un editore importante, il passaparola fra i lettori, l'azzeccare il romanzo che vale tutta una vita… che poi è quello che ogni autore spera per sé e che noi possiamo augurargli - credo si possa considerare un privilegio poterlo seguire fin dai suoi primi passi: osservare l'evolversi dello stile e dell'ispirazione; leggere trame in cui riconoscerlo oppure trovare ogni volta qualche elemento di novità… Questo mi è capitato con Fabio Casto, arrivato ormai, con Pagina 96, al suo terzo romanzo con Prospettiva Editrice (Collana Lettere 69, pagine 170, euro 8,00). Così sul retro della copertina: “Il romanzo di una navigazione mentale sospinta da venti di realtà differenti, suggestive, alla continua ricerca di tasselli intriganti da collezionare, che sveleranno quel disegno finale che inviterà a ricominciare da principio. Chi è e dov'è il protagonista nella carta o nella mente?” Meglio non si sarebbe potuto descrivere questo insieme di incipit, di spunti, di storie, cominciate, lasciate lì a macerare nella mente e poi riprese, e – forse, ma chi può dirlo?! – mai terminate. Il lettore vorrebbe ricostruire questo puzzle ma, non riuscendoci, si vede costretto a lasciarsi trascinare dalla corrente creativa dell'autore. Curiosamente, l'unico dei “segnalibri” (pezzettini di carta) che normalmente mi servono durante la lettura per ricordarmi di passaggi particolarmente significativi, è posto fra pagina 96 (che poi è quella del titolo) e pagina 97: “La potenza di quel maestro era contagiosa, ne percepiva i fermenti costruttivi; i suoi incipit, quelle introduzioni seppur semplici o sgangherate spalancavano infinite possibilità di continuazione, di appassionate elucubrazioni diversive. A pensarci bene, tanto diversive in fondo erano più; non più. Il rischio di confonderle con la realtà si faceva concreto, come scherzare con un fuoco imprevedibile per rimanere ustionati”. Forse è un caso, forse no. Ma mi sembra che possa stare proprio lì la chiave interpretativa di tutto il libro. Così al rammarico dovuto all'impossibilità di non sapere come vanno a finire quelle storie appena accennate, subentra la sensazione che quel “maestro” abbia un viso e un nome e che tutto il romanzo non sia altro che un invito ad abbandonarsi alla forza delle parole ed alle infinite possibilità di vivere vite parallele che esse ci offrono. Lidia. Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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