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Le voci di Marrakech | Le voci di Marrakech |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Recensioni Autore: Canetti EliasEditore: ….’’Davvero in quel momento mi sembrò di essere altrove, di aver raggiunto la meta del mio viaggio. Da lì non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che ora tutto ritornava in me….’’ Elias Canetti , ha raccolto nelle pagine di questo libro le impressioni di un suo viaggio in Marocco intrapreso nel 1954 in un momento di sosta della sua produzione letteraria. Da scrittore di grande spessore ci da una visione quasi '' intima'' del rapporto che si instaura fra il viaggiatore e la realtà avvincente di una città multiforme come Marrakesh. Senza indugiare nella banalità del turista meravigliato, descrive la sua relazione personale con la citta’ e i suoi ambienti, entrando nella sfera delle emozioni suscitate dal dialogo con la gente ,dal confronto con un mondo differente che ha una sua bellezza una sua dignità e un suo equilibrio .Nel titolo si parla di '' voci '' più che di immagini, ma quello che lo scrittore ci restituisce è una visione di un paese vibrante di luce, di suoni e di colori, complesso e affascinante. Sono dei fotogrammi della vita di una città bellissima il simbolo di un magreb avvincente , chiusa nelle sue mura, immersa nella sua storia, ricca dei profumi e degli aromi dei suoi suk dove si vendono le più incredibili mercanzie ;dalle stoffe alle spezie, il quartiere ebraico: la “mellah” dove i bambini in un mondo arabo leggono perfettamente l’ebraico. Una città popolata dai mercanti di cammelli, dalle donne velate e affascinanti, dai mendicanti , dai saltimbanchi e dai venditori ; una popolazione semplice e viva,dignitosa e fiera ma soprattutto non diversa. Le curiosità del Canetti viaggiatore nel racconto si sommano alle sue emozioni di uomo europeo nel sentirsi '' a casa'' nonostante la distanza e le differenze in quell’Africa sconosciuta ma non estranea, anzi intimamente così vicina da diventare alla fine una parte di se stesso, qualcosa da portare con se al ritorno, qualcosa che alla fine costruisce noi stessi, forse un posto già conosciuto. Forse è in questo ‘’ sentirsi a casa ‘’ l’origine di quello che noi europei chiamiamo “ Mal d’Africa”? Anche se il libro e’ stato scritto piu’ di 50 anni fa offre un ritratto ancora oggi valido di Marrakech e rimane una guida fedele per ogni viaggiatore o lettore attento. Lo stile del racconto e' rapido, per offrire l’immediatezza delle immagini e ci restituisce un Canetti insolito se non nello stile almeno nel soggetto . Simonetta Cestarelli Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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