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Panicocoli | Panicocoli |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Spaccato di un Sud sopraffatto dall’ignoranza e dalla miseria, “Panicocoli. Undici storie di provincia” di Antonio Cacciapuoti (Edizioni Kairòs, Napoli, 2006) è una raccolta che racchiude undici esperienze di vita, unite da un comune destino di stenti, superstizioni, fatalismo, onore, rassegnazione. Identità negate, ridotte a stereotipi e sopravvissute nel ricordo della gente attraverso i buffi soprannomi a loro attribuiti (‘O Podestà, Fabiuccio ‘o tedesco, Giuanno Poppò, Vincenzino ‘o niro), di cui recano traccia persino le lapidi. Nella loro religiosità bigotta, imperniata sul culto di San Rocco, gli abitanti di Panicocoli sono beffati dalla sorte avversa, che colpisce i poveri quanto i ricchi, come la famiglia del Podestà vittima di inspiegabili sciagure dopo il pellegrinaggio a Pompei. Sullo sfondo del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra si dipanano le vicende di questi personaggi umili e dignitosi, costretti all’elemosina da quel progresso che cancella mestieri (la “capèra”, lo spaccalegna) e tradizioni consolidate (la “cascia e còtena”). Anche l’adesione al regime fascista che spinge contadini e sfaccendati a trasferirsi in Africa ed in Spagna si rivelerà un’ulteriore delusione, costringendoli ad un amaro ritorno al paese. Dai racconti di Cacciapuoti, già autore della raccolta “Terroni. Racconti per sette sere” edita da Tempo Lungo, scaturisce un quadro realistico di Panicocoli, l’attuale Villaricca, dominata dal pettegolezzo, dalla gelosia e da antichi pregiudizi. Il frequente ricorso al dialetto rende ancora più immediata la narrazione, sorretta da uno stile robusto privo di sbavature. (Monica Florio) Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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