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Franz Kafka. Giornalista di Bolzano  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Maggi Franco Maria
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Descrizione
Recensioni
Autore: Maggi Franco Maria
Editore: Bastogi Editrice Italiana

Se si dovesse dire, magari con una certa enfasi, “Anche a Bolzano e dintorni in ambito letterario si muove qualcosa”, sarebbe in riferimento a libri come questo. Molto efficace,stilisticamente e non solo (lo stile non solo “c’est l’homme”, ma veicola una produzione di senso), questo romanzo di Franco Maria Maggi, poeta , scrittore (“La coda del diavolo”, titolo di un libro/ romanzo precedente), organizzatore di premi letterari editore – saggista, nonché varie altre cose…giornalista, anche, dove il registro del libro è giocato tra biografismo e “fiction”. Questa fondamentale ambiguità, certo, è “kafkiana”,ma avremmo preferito non vedere evidenziato ciò nel titolo, dove Kafka diventa, da metafora, eroe eponimo,senz’essere Kafka (il vero Franz Kafka,praghese, non fu giornalista se non per accidens, lavorando invece quale procuratore legale presso le “Assicurazioni generali”, sezione infortuni sul lavoro).
Stile feroce, travolgente, “heavy metal” (da metallo urlante, per usare una metafora da hard – rock), lisergico, “flippato”, finalmente capace, sull’onda della “rivoluzione semiotica” e del nouveau roman, di decostruire una storia di non porre (cito una celebre espressione del regista e teorico Jean Luc Godard, che si ritrova anche in tanti testi di Philippe Sollers, con piccole variazioni / slittamenti semantici) inizio, svolgimento, conclusione nell’ordine canonico –cronologico. “Franz Kafka, giornalista di Bolzano”è un libro di forte accensione erotica e mistica, con la fusione endiadica di Eros e Thanatos (à la George Bataille e à la Pierre Klossowsky, per esemplificare, volendo citare un autore orientale, Mishima sarebbe inevitabile…), mentre stilisticamente, appunto, verrebbero fuori, per le paratassi “brutali”, Céline, Burrougs, Kerouac, Ginsberg, Malanga etc. Il tutto, però; “ricontestualizzato” in un ambito che sa di partire dalla satira (alcuni personaggi sono /non sono riconoscibili, per chi viva/abbia fatto esperienza anche solo per sentito dire della realtà cui Maggi si riferisce) per arrivare ad altro, alle radicali, irrisolte/irresolubili interrogazioni sul senso. Un romanzo – shock? No, un romanzo che forse “scandalizzerà” chi è rimasto fermo /legato (quasi come il prometeo incatenato) a stilemi espressivi e codici morali di tipo manzoniano (“E la sventurata rispose”, si dice di Gertrude “monaca di Monza”, rispetto a Egidio, il “tentatore”). Altrimenti un libro di ricerca, anche spirituale, ove la preghiera passa anche, crediamo giustamente, per l’insulto e la bestemmia. Del resto non è altrimenti in un grandissimo della letteratura contemporanea, il cattolico “Gran Lombardo” Giovanni Testori. Di riflesso, poi, è anche un libro sul Südtirol / Alto Adige, la sua non accettazione del “diverso” (per es. “bastardo”, mistilingue come l’autore del libro e di questa nota), la sua omertà paramafiosa soprattutto nei piccoli centri…. Eugen  Galasso
Firenze, giugno 2006

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