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giovedì
lug 24
L'albergo di Vincent  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Cardi Eugenio
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Descrizione
Recensioni
Autore: Cardi Eugenio
Editore: Giulio Perrone

Un piccolo albergo, sei stanze, sei misteri e la Normandia: questi gli ingredienti de L’Albergo di Vincent, il nuovo romanzo di Eugenio Cardi, autore di Spezie, Budella ed Accessori per Macelleria (Giulio Perrone Editore, 2005). La storia di Vincent, albergatore attento e silenzioso, ha affascinato l’AssHotel, associazione nazionale di categoria per il settore alberghiero, che ha sposato il progetto editoriale, partecipando in sinergia con la Giulio Perrone Editore ad un più ampio progetto di promozione culturale.
Su una collina di Deauville, una cittadina battuta dal vento e lambita dal mare, si erge il piccolo albergo di Vincent. Sei stanze soltanto, la maggior parte delle quali occupata da ospiti fissi, clienti che affidano al perimetro della loro camera vicissitudini, attese, assenze. L’avvocato Fouchery coltiva il suo sogno di aprire un proprio studio, magari lì, nell’albergo di Vincent. Francine, pittrice e amante del signor Loret, ritrae Vincent e sogna un viaggio in Italia. Antoine Rasteille ama Marie e la porta nella stanza numero uno per risparmiarle una casa piena di ricordi. Vincent, il tenutario dell'albergo, sorveglia con occhio vigile la vita che gli scorre accanto mentre la giovane Amelie, la cui breve esistenza è scandita dai ritmi del piccolo microcosmo sulla collina, si confronta con la propria fragilità e con quella di ogni essere umano. Ogni porta cela dietro sé innumerevoli storie, anime alla deriva tra i cadaveri degli Alleati. Ci può essere qualcosa nella morte che richiama altra morte? È possibile che una maledizione penetri le pareti del tranquillo albergo per mano di un'elegante donna americana? Che un fine settimana si tinga improvvisamente di sfumature inattese?  Eugenio Cardi, con la grazia descrittiva e l'incisività icastica che lo contraddistinguono, conduce il lettore tra corridoi oscuri, locali chiassosi e malfamati, relazioni insolite e insicure, dipingendo un originale affresco della solitudine umana.

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