Descrizione
Recensioni
Autore:
Carroll LewisEditore:
Newton & Compton
Forse non tutti sanno che Lewis Carroll era un fotografo e un matematico e che la sua vocazione religiosa non si perfezionò perché arrivò ad essere solo un diacono.
Questi aspetti della sua vita aiutano a capire la complessità di un libro molto famoso che per molti è solo un libro per bambini.
I critici hanno fornito varie interpretazioni di Alice nel paese delle meraviglie leggendo la storia sotto l’ottica psicanalitica , storica e filosofica, cercando di capire il contesto e lo spirito da cui i vari personaggi del libro sono animati. . Sotto le righe di un racconto “leggero” e fantastico si cela il desiderio di rimanere bambini con l’ingenuità e la verità che si rifiutano di trasformarsi in dolore e falsità di un mondo adulto e pieno di rigidi schemi e ruoli sociali prefissati. Gli elementi che mi sembrano significativi oltre il tempo e lo spazio sono l’uso del nonsenso e del grottesco.In questa storia che conduce il lettore in un sogno fantastico la protagonista vive in un mondo capovolto e la sua stessa persona diventa enorme o piccolissima per una magia incontrollabile. Alice è sempre circondata da una moltitudine di personaggi che fanno delle parole un abile tentativo per metterla in difficoltà mentre lei cerca di trovare un senso a un mondo che non sembra averne affatto.Discesa sotto terra da un mondo”normale” in cui il tempo, lo spazio e le parole sono i meccanismi che la società ha usato e costruito per suo uso e consumo, il mondo nuovo in cui Alice si immerge rappresenta una provocazione verso i canoni della cultura vittoriana tipica per la sua rigidità e perbenismo ma soprattutto è un itinerario di crescita ma anche di regressione per le simbologie che spesso emergono nel racconto e che costituiscono la chiave di lettura del libro. Il disordine e l’anarchia di un mondo buffo e irreale diventano un ventaglio di animate e sottili provocazioni che aiutano Alice a rispecchiarsi nella sua dimensione interiore.
Un libro scritto per i bambini ma anche per i grandi che hanno dimenticato di essere stati bambini.
Laura Alberico