Descrizione
Recensioni
Autore:
Yourcenar MargueriteEditore:
Einaudi
“ La parola scritta mi ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue mi hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita mi ha chiarito i libri”.
Nei libri di storia gli imperatori sono sempre figure senza tempo e non destano curiosità e interesse perché della loro vita ricordiamo al massimo il nome con una data che registra una vittoria o una sconfitta nelle lotte per la conquista del potere. M. Yourcenar apre nella storia uno spiraglio di luce presentandoci nel libro “Le memorie di Adriano” un imperatore che è soprattutto un uomo, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi pensieri più intimi e le sue segrete aspirazioni. In questo libro conosciamo un uomo che delle terre conquistate ha assorbito la bellezza del paesaggio che egli stesso descrive con occhi sereni e pacati, un uomo che mitiga le asperità della passione e dell’amore ed esalta invece il valore dell’amicizia e della fedeltà, il senso del rispetto e della dignità.
“ Ho cercato la libertà più che la potenza e quest’ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà”. Conscio che il potere ha una breve vita Adriano lo esercita con mitezza ed equilibrio, disdegnando spesso le apparenze e i fasti in uso nella Roma imperiale. Le sue riflessioni mostrano al lettore un viaggio che è soprattutto un itinerario interiore, un percorso di conoscenza che accompagna l’anima alla ricerca dei significati attraverso i quali la vita si manifesta.
“ Non c’è nulla di tanto lento quanto la vera nascita di un uomo” afferma nelle sue memorie. L’imperatore racconta la sua vita, manifesta le sue paure e incertezze sul futuro dell’impero dopo la sua morte, lucidamente analizza e segue la sua malattia e il suo declino e con la stessa acuta determinazione si distacca pian piano dagli affetti di chi lo circonda e ai quali dovrà dire addio.
Quando i ricordi cominciano ad emergere con più forza è giunto il momento di spezzare il fragile legame con la vita e la morte appare un sogno e una nitida rivelazione : “ Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più…..Cerchiamo d’entrare nella morte ad occhi aperti….”
Laura Alberico
31 / 08 / 2006