Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Area Utenti

Recensioni Letterarie - Librando.net libri narrativa poesie racconti

giovedì
nov 20
Il ballo  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
Vota per primo
Némirovsky Irene
0 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Némirovsky Irene
Editore:  

“Il ballo”, pubblicato di recente dalla Casa editrice Adelphi, è una delle opere più autentiche ed essenziali di Irène Némirovsky. Scritto a Parigi nel 1928, è il ritratto fedele delle classi sociali dei cosiddetti  “nuovi ricchi”; di coloro, cioè, che lottano, sperano, intrigano e, finalmente, chissà come, riescono a raggiungere uno status sociale che non è il loro e che non lo sarà nemmeno dopo, nonostante la sospirata ricchezza.
La Parigi del 1928 non è poi tanto diversa dalla società dei giorni nostri. Le classi sociali più radicate snobbano costantemente  i nuovi adepti e loro, gli arricchiti di ogni epoca, sgomitano per farsi accettare  e soffrono per i malcelati rifiuti. Ne “Il ballo” questo tema viene fotografato alla perfezione: il sig. Kampf  è un parvenu di origine ebraica che solo la speculazione in borsa ha reso finalmente ricco. E la signora Kampf una donna - un tempo dai facili costumi  - sposata a colui che, sperava, un giorno la avrebbe resa ricca.
Ma vi è un altro tema abilmente affrontato dalla Némirovsky. Quello del rapporto tra madre e figlia in un contesto (generazionale?) in cui la madre è troppo impegnata nella sua scalata sociale per accorgersi dei problemi e delle aspettative di una figlia – Antoniette -  inquieta e vendicativa.
La scrittura – nella traduzione di Margherita Belardetti – appare pulita e raffinata; il finale probabilmente in linea con i crismi di una giustizia sociale voluta ed auspicata dall’autrice e dai lettori.
In conclusione, si tratta di un piccolo (per il numero delle pagine) capolavoro. E ciò non fa che accrescere il rammarico per la perdita di una scrittrice che i nazisti hanno ucciso nel 1942 e la critica letteraria, con il suo imbarazzante silenzio, per i successivi sessant’anni.
Girolamo Lazoppina

Recensioni utenti

Non ci sono recensioni degli utenti.

Accedi o registrati per scrivere una recensione.

 
< Prec.   Pros. >