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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Barbato Paola
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Descrizione
Recensioni
Autore: Barbato Paola
Editore: Rizzoli

In un’imprecisata città italiana dei giorni nostri agisce un pericolosissimo serial killer, il Seviziatore. Finora ha ucciso tre persone e l’ha fatto con una crudeltà impareggiabile, ogni volta cambiando modus operandi, ogni volta lasciando un indizio sulla futura vittima, indizio che però, ogni volta, viene scoperto solo quando la polizia si trova davanti la nuova vittima.
La polizia ovviamente è in allerta, anche la stampa lo è, ogni riflettore è puntato sulla vicenda; viene costituita una squadra per studiare la scena del crimine e viene chiamata, come “consulente”, Giuditta Licari, bambina e poi ragazza prodigio, laureata in psichiatria e in medicina.
Inizia così quello che è un vero e proprio thriller all’americana dove a farla da padrone sono le scene violente, raccontate nei minimi dettagli, e la conseguente meticolosa indagine della Dott.ssa Licari e del suo giovane assistente Michelangelo Giglio.

L’impatto emotivo che questo libro ha avuto su di me è stato enorme, ho strabuzzato gli occhi sulla pagina più di una volta, pur avendone letti davvero un sacco, di thriller. E non è la crudezza delle scene raccontate, no, non sono i delitti in sé - che sembra assurdo e addirittura cinico, da parte mia, dire che non mi ha impressionato la morte che aleggia in questo romanzo - ma il fatto è che c’è qualcosa che fa molto più paura della morte in sé.
La morte termina la vita.
Dopo, il nulla.
In questo romanzo, oltre alla morte, alla violenza, a corpi devastasti, c’è un qualcosa di morboso, di avariato, di “malato”, che mi ha impressionato.

Appena ho finito il libro mi sono detta che sì, questo è uno dei thriller meglio congegnati che io abbia letto.

Poi la mente ha chiesto di esser presa in considerazione, la ragione ha iniziato a voler smontare il giocattolino e, sbam!, ecco che questo thriller che emotivamente mi aveva sorpresa, mostra i suoi ingranaggi, quelli che il lettore non dovrebbe mai vedere. E allora, la fredda mente mi dice che sono moltissime le forzature, tante le situazioni non impossibili ma poco probabili, troppi i personaggi lasciati in sospeso… Forse nella mente dell’autrice c’è già l’idea di un sequel e non mi stupirebbe la cosa, sarei anzi decisamente curiosa di ritrovare alcuni personaggi e di poterli guardare senza quella specie di nebbiolina davanti agli occhi.

Detto ciò. Ritengo Bilico un thriller assolutamente da leggere per gli appassionati di questo genere, al di là di quelle forzature e semplificazioni che non possono sfuggire a noi lettori di gialli ma che nello stesso tempo non mi fanno bocciare il libro, anzi.
La Barbato è un’autrice da tenere sott’occhio; Giuseppe Genna l’ha presentata come la miglior scrittrice di gialli ora presente sulla scena europea, io non lo credo ma la ragazza è giovane e potrà sicuramente crescere. Ha una certa predisposizione all’osare quel qualcosa in più.
Per essere un esordio, questo è un ottimo esordio.
Rossella Testa
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