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giovedì
nov 20
Blonde  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Oates Joyce C.
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Descrizione
Recensioni
Autore: Oates Joyce C.
Editore: Bompiani

Tratto dalla nota dell’autore che apre il romanzo: “Blonde è una “vita” radicalmente distillata in forma di romanzo e ricostruita con l’ausilio della sineddoche. In luogo delle numerose famiglie presso le quali Norma Jeane venne data in affidamento da bambina, Blonde ne prende in considerazione soltanto una, frutto di fantasia; in luogo dei vari amanti, problemi di salute, aborti, tentativi di suicidio, ruoli cinematografici, Blonde ne prende in considerazione soltanto alcuni, simbolici.
La vera Marilyn Monroe teneva una sorta di diario dove componeva poesie e ricopiava frammenti poetici. Di questo materiale, in Blonde vengono citati soltanto due versi […]; il resto è frutto di fantasia. Alcuni passaggi del capitolo “Le Opere Complete di MM” sono tratti da interviste, altri sono frutto di fantasia. […] Gli aspetti biografici riguardanti MM vanno ricercati non in Blonde, che non intende essere un documento storico, bensì nelle biografie specifiche.” Vengono poi citate le numerose biografie consultate dall’autrice e alcuni testi atti ad approfondire i riflessi della politica americana sulla Hollywood degli anni quaranta e Cinquanta. Viene spiegato, sempre in questa nota, come alcune delle frasi che aprono i capitoli siano tratte da libri esistenti e altre invece siano inventate da lei, viene spiegato come la Oates abbia fuso realtà e finzione riuscendo a creare un romanzo che definisco straordinario, magnetico e suadente. La vita di una donna. Questo si racconta, in Blonde. Una donna che ha vissuto la sua vita a volte senza esserne consapevole, altre volte essendolo anche troppo. Una donna fragile, piena di problemi, divorata dagli uomini, usata, derisa, mai ascoltata, una donna guardata senza mai essere “vista”.
L’america. Anche questo si racconta, in Blonde. Un’America corrotta, truccata per nascondere la propria malattia, con centimetri e centimetri di fondotinta a nascondere le proprie ferite e perversioni e follie.
La vita degli attori di Hollywood, cinquant’anni fa. Anche questo è Blonde.
Una fotografia squallida, cruda, vera, senza filtri a sfumare le brutture, probabilmente abbastanza simile alla realtà in tutti i lati toccati dal romanzo -  e sono molti.
Una rappresentazione sempre e comunque plausibile, dolente e dolorosa della meschinità umana. Il romanzo è strutturato in cinque parti a ritmare la vita in ordine cronologico di Norma Jeane: La Bambina, La Ragazza, La Donna, Marilyn, L’Aldilà. Precedute da un Prologo dalla bellezza inquietante che verrà poi ripreso in conclusione disegnando così una di quelle caratteristiche stilistiche di ordine e chiusura del cerchio che io amo particolarmente quando leggo un libro. Lo stile della Oates è un’esplosione di emotività e di fredda narrazione. E’ una discesa verso l’abisso. E’ una scrittura in terza persona che cede spesso il piacere – o il peso – della narrazione alla voce della protagonista, o ai suoi amanti, o a sconosciuti osservatori che “guardavano” i fatti dall’esterno delle situazioni.
Ci sono parti scritte in corsivo, alcune pagine semplicemente perfette, altre scritte con un tono talmente ossessivo e convulso da accompagnarci all’inferno, scritte senza punteggiatura, oppure dialoghi immaginati o reali, poco importa, e ancora incubi, deliri da droghe e barbiturici. E gocce di pensieri, come lacrime.
E’ una scrittura che fa male, perché è sofferta,
e fa soffrire, colpisce al cuore.
Ci sono state pagine in cui ho letto con il cuore in gola, o con il raccapriccio, pagine che ho letto con paura e schifo. Ma sempre, sempre, con partecipazione, pur avendo, molte volte, provato rabbia e delusione nei confronti del personaggio. Perché non reagiva come avrei voluto. Quante volte ci si arrabbia e ci si sente delusi dagli altri. Solo perché hanno comportamenti che non ci appartengono, o che non comprendiamo.
La Oates compie un viaggio nella mente di una donna complessa, una donna che semplicemente e superficialmente si potrebbe definire folle o sciocca, ma che invece dà l’impressione, spesso, di essere tutt’altro e per farlo disegna un mondo che vogliamo credere perduto e che invece ancora ci appartiene.
Ci apparterrà per sempre.
Il mondo patinato. Tutti contro tutti e si salvi chi può.
Non mi interessa e non mi è interessato durante la lettura giudicare Norma Jeane.
Ho amato questo libro per le emozioni che mi ha dato e per il modo fantastico in cui è scritto. Rossella Testa
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