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La centuria alata  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Balbo Italo
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Descrizione
Recensioni
Autore: Balbo Italo
Editore: Le Balze

"La doppia traversata dell'Atlantico settentrionale da parte di 24 idrovolanti SIAI MARCHETTI S.55X, nell'estate del 1933 è tra le imprese aviatorie più famose di ogni tempo."  (Gregory Alegi)
Con il convincimento profondo di contribuire ad "...abolire le distanze e rendere più intima la convivenza della famiglia umana dall'uno all'altro polo", il 1° luglio 1933 parte la Crociera Atlantica: Orbetello - Chicago - New York - Roma.
"La centuria alata" di Italo Balbo, suo comandante, ne è la storia.
Il linguaggio aulico, che a tratti sembra scivolare in poesia, nulla toglie al rigore della narrazione, fedele, tecnica, redatta in tempo reale.
E' un diario che sa trasmettere emozioni, ansie, entusiasmi di chi sta per compiere l'Impresa, al limite del possibile.
E' cronaca nitida e avvincente, è il succedersi ordinato di una procedura senza precedenti, programmata nei minimi dettagli, narrata con tale lucidità e passione da coinvolgere anche il profano.
Italo Balbo, quadrumviro della marcia su Roma, si concede altresì aspirazioni ideali che, per certi versi, appaiono ancora molto attuali. Sono pensieri che sembrano discostarsi dall'ideologia fascista e ne reinterpretano le spinte imperialiste.
"Nessuno strumento è più efficace della macchina alata per abolire tra popolo e popolo le distanze materiali e quelle (spesso più profonde) dello spirito." e ancora: "Collaboreremo al progresso della civiltà e alle relazioni pacifiche tra i popoli."
Tra storia, geografia, antropologia la trattazione si sviluppa dall'attesa della partenza alla minuziosa illustrazione delle caratteristiche degli idrovolanti durante le avventure, le disavventure, i fasti della trasvolata.
Insieme a disquisizioni di ordine meteorologico e ingegneristico, si leggono, non meno determinanti per il successo dell'evento, gli stati d'animo dei cento trasvolatori, la paura, il coraggio, le dinamiche relazionali sottese all'efficenza della squadra.
Ed è tra questi uomini, eroi dell'aria, che io ho cercato il Sergente Maggiore Motorista Guglielmo Ometto, mio nonno. Sara Beccegato

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