I no che aiutano a crescere
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| Recensioni Saggistica | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Non molto tempo fa eravamo anche noi bambini, ma sembra che siano passati secoli. Lasciare riaffiorare il bambino che siamo stati è importante non solo per ricordare ciò che avevamo (a dire il vero molto poco), ma soprattutto a riconoscere quanto quel poco ci bastava e ci rendeva felici. L’occidentalizzazione e la cosiddetta modernizzazione, nonché l’elevato benessere, ha cambiato la nostra prospettiva e quella dei nostri bambini. Bisogna avere tutto, presto e ad ogni costo. Ma ciò, se da una parte ci ha permesso di raggiungere elevati tenori di vita, dall’altra ci ha dato in cambio un’angoscia ed un’ansia maggiori accompagnate da un grande senso di inadeguatezza nel non raggiungere mai l’obiettivo successivo. Nel senso che i nostri obiettivi (e non necessariamente nostri), sono diventati così innumerevoli che appena ne raggiungiamo uno ne affiorano altri mille. Abbiamo perso di vista la consapevolezza che raggiungere la sera è già un grande obiettivo. Riuscire a soddisfare un nostro piccolo desiderio è l’obiettivo più importante che ci sia soprattutto se quel desiderio nasce da un “no”. Oggi sembra che ci siamo dimenticati quanto valore possa avere questa piccola locuzione avverbiale. Un grande valore educativo che dà origine ad un turbine di sentimenti positivi e negativi, ma soprattutto che innesca un meccanismo di autodifesa e di autocontrollo di quello stesso turbine di sentimenti. Il tutto condito da motivazioni valide che solo la famiglia può offrire. La Phillips ci ribadisce che dire sempre sì è una forma di disconoscimento della personalità dei nostri bambini, soprattutto non li aiutiamo ad affrontare una giusta realtà quasi mai disposta a dirci sì. 02/05/2006 Luisa Pisicchio Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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