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Narrativa
State lasciando il settore americano | State lasciando il settore americano |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Un moderno cantastorie nelle vesti di un inviato speciale a Berlino nell’83 , ancora divisa dal muro, quella Berlino che era il simbolo del “ […] mondo diviso in due blocchi rigidi e contrapposti dove la volontà individuale non contava nulla e il destino dei singoli si fermava sulla linea tracciata dai generali.”, con una narrazione a volte ironica e apparentemente distaccata, a volte affannata e attraversata dalla passione ci fa girare per quella città. Quindi la protagonista della sua narrazione è la città stessa, in cui il protagonista cerca il suo presente e il suo passato (c’è, nel complesso ben poco futuro) nei tanti personaggi che la popolano e nella condizione esistenziale di vivere (e morire) o da una parte della città o dall’altra parte, divisi da una grande striscia di terra di nessuno, la “Niemandsland”. Seguendo la storia dei diversi protagonisti il cantastorie guida per Berlino il lettore (raffigurato nel romanzo da una ragazza che in un bar ascolta il lungo racconto svolto in prima persona del narratore-protagonista) e lo fa sempre passare da un punto preciso: il Check-Point Charlie, il passaggio attraverso il muro, consentito agli stranieri. L’oggetto dell’”autobiografia”, con cui il nostro cantastorie cerca (forse) di conquistare la giovane donna che l’ascolta, parla della sua storia d’amore con una ragazza di Berlino Est, Dorothy: questa vicenda affettiva fa da legante a tutti i personaggi che incontriamo, condizionati pesantemente nelle loro relazioni sociali dal sospetto continuo che ossessiona chiunque viva a Berlino. Si tratta di una storia d’amore molto appassionata, anch’essa condizionata dal questo muro di cemento e di ferro che divide la città e da quello fatto di emozioni, di paure e di desideri che divide le persone. Proprio per questo il romanzo si svolge su due piani: prende connotati del giallo, da intrigo internazionale, ma presenta anche i caratteri dello scavo psicologico, elaborato con la pazienza del tarlo. Lo sguardo storico sugli avvenimenti viene fornito al giovane protagonista dall’anziano collega Veronesi. Ci si accorge subito che la storia di Berlino del Novecento è rappresentativa di tutte le tragedie della storia del secolo passato, concetto che viene rappresentato dai movimenti di Veronesi dal “die Mauer” al “die Mitte”, una distanza di 2 km circa, “[…] ove non vivono persone ma “fluttuanti fantasmi” del passato remoto e prossimo, riti antichi e modernità socialiste.” .Sulla guerra fredda l’anziano giornalista fa il seguente commento: “[…] la guerra fredda, ed io me ne intendo, è solo un pretesto per continuare ad abbaiare senza mordere.” La mancanza di significato vero del conflitto tutto simulato e burocratizzato tra le due superpotenze rende ancora più drammatica, se possibile, la perdita di vite umane, di sentimenti, di desideri umani, tutto sacrificato al moloch della ripetitività e del mantenimento dei ruoli. Da questo mondo chiuso dal muro, dal filo spinato e dalle sentinelle che controllavano tutta la linea del muro si usciva solo con una fuga e questo pensiero era l’ossessione di Dorothy e non solo il suo: infatti molti tentarono di fuggire, ma molti sono stati i fallimenti pagati con la morte. Ancora oggi vicino al Brandenburger Tor e vicino al Reichstag ci sono le croci che ricordano queste fughe fallite. E’ questa l’immagine di Berlino che ci viene fornita questo breve romanzo: non solo di Berlino, ma di tutto il mondo che ha generato questa città, al tempo stesso realtà e metafora dell’impossibilità di comunicare. Il sostanziale silenzio delle figure femminili (anche di Dorothy) e il monologare ossessivo degli uomini sono, forse, la caratteristica stilistica di questa narrazione: non per niente il punto più alto è forse raggiunto nella storia della finta, impossibile ma indispensabile comunicazione tra i due innamorati divisi prima proprio dal crescere brutale e violento del muro, poi dal muro invalicabile della morte. Ma proprio perché storia di vite spezzate “State lasciando il settore americano” è un romanzo corale e la vera protagonista è la città: giustamente l’autore fa riferimento al romanzo di Döblin Berlin Alexanderplatz in cui il protagonista Franz Biberkopf vaga per la città della fine anni 20, avendo sempre lo stesso punto di riferimento la “Alexanderplatz”, come il nostro cantastorie si muove sempre, fisicamente e psicologicamente, attorno al Check-Point Charlie. Il 9 novembre 1989 cade il Muro e da quel momento non ci sono più muri esterni da abbattere e superare, ma ora, come ha scritto Christa Wolf, bisogna affrontare la propria insicurezza interiore. Liana Maddaloni "State lasciando il settore americano" di Luigi Lusenti Edizioni Comedit2000 Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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