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Il viaggio dello scorpione  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Innocenzi Francesca
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Descrizione
Recensioni
Autore: Innocenzi Francesca
Editore: Edizioni Il Filo

A volte, come spesso capita a molti , mi trovo a vagare nei numerosi siti internet che si occupano di letteratura, per avere nuovi spunti e nuovi sogni da leggere. Una sera, mi è capitato di trovarmi a passare nel sito delle edizioni il filo (www.ilfiloonline.it); fra le molte interessanti proposte, mi è caduto l’occhio su un libro di una giovane autrice marchigiana, Francesca Innocenzi, dal titolo “Il viaggio dello scorpione”. La descrizione di questo scritto prometteva bene, e quindi decisi di leggerlo. Sono dodici brevi racconti; alcuni potranno ricordare Poe –non per il tema, ma per la struttura dialogica – come ad esempio, il racconto che dà il titolo alla raccolta; mi hanno fatto pensare a scritti dell’ autore inglese come “Colloquio di Monos e Una”. La somiglianza con Poe, a mio avviso, non finisce qui: non sto dicendo che questi racconti fanno parte del genere noir…questi piccoli lavori, esattamente come quelli del signor Edgar, sono sognanti, impalpabili,onirici. Se la letteratura deve essere –per l’anglossasone – una specie di discesa agli inferi da cui tornare se non migliori, almeno diversi da prima, l’ effetto che questi brevi racconti hanno fatto in me è una discesa nei sogni. Non vi è in molti un disegno specifico, una trama chiara: proprio come accade mentre si dorme. Ma non sono forse nei sogni le nostre emozioni più belle? Mi pare che fu Horderlin a dire che l’uomo è un dio quando sogna, e un mendicante quando riflette, e in un certo senso è vero.Nell’arabesco che potevo vedere mentre leggevo questo libro, a tratti scorgevo Kafka –in un racconto dove un uomo diventa un televisore – ma il bello, secondo me, è che mentre li leggo potevo intravedere dietro quelle pagine gli autori che facevano parte di me, perché quelli erano sogni. E nei miei sogni, ci va quello che è in me. Possono non essere di facile lettura,a volte , ma da quando in qua è facile interpretare un sogno? E da quando è stimolante la semplicità? Una persona spesso mi veniva in mente leggendoli: Claude Debussy. La mia piccola cultura musicale mi dice che la sua musica spesso dava l’ impressione di una situazione –penso a musiche come “Dialogo fra il vento ed il mare”- e sfogliando quelle pagine, mi pareva di sentirlo. In definitiva, mi è piaciuto, e penso di fare cosa gradita consigliandolo. Vorrei anche fare un augurio all’autrice, se mai leggerà questa sciocchezza: l’animale che dà il titolo alla raccolta resiste sostanzialmente immutato sul nostro pianeta da 250 milioni di anni, che io sappia; spero che esattamente come lui, il tuo stile resti identico. Mi è piaciuto farmi pungere da questo animale.
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