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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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di Muoio Giovanni
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Descrizione
Recensioni
Autore: di Muoio Giovanni
Editore: Giulio Perrone

Dimostrare le cose a parole. E mostrarle, anche quando sono nascoste. Queste le coordinate fondamentali per descrivere la raccolta di racconti di Giovanni Di Muoio, “diMostrare le cose a parole” (Giulio Perrone Editore, 2005). "Un divertente, commovente, perfetto manuale per l'uso di distanze e attese: ventuno racconti ironici e dolcissimi per altrettante prove di esistenza." (Paolo Di Paolo, Stilos)
Protagonista di questi ventuno racconti una voce narrante costante, calda e avvolgente che scivola nelle malinconie di mille amori non detti, di storie spezzate. Lo sguardo lucido dello scrittore, il tratto deciso delle sue riflessioni sembrano voler aprire un varco, un passaggio tra mondo dentro e mondo fuori, in una dialettica mai risolta che vede protagonista l’infinita solitudine dell’uomo metropolitano. Sullo sfondo gli invadenti non luoghi della contemporaneità, oscure trappole entro cui si struttura la sconfinata angoscia di un esercito silenzioso di milioni di esseri umani. Le metropoli anonime di un’Italia chiusa, segnata dal grigiore del progresso, gli aereoporti, luoghi di eterna attesa, gli appartamenti perduti in periferie sconfinate sono allora gli scenari vivi in cui si muove e si articola una riflessione attenta e a tratti carica di speranza. Giovanni Di Muoio riesce a dimostrare che l’amore si fa anche con le parole e con i silenzi, come nel racconto “Nessuno potrà mai insegnarci a scrivere lettere d’amore”. In “Portami con te Avvocato Agnelli” l’autore dimostra che un uomo può amare le macchine della sua vita perché è un po’ come amare se stessi e la propria esistenza attraverso di esse. Imperdibile “Il pullman dei scemi” segnalato da Aldo Nove. Dimostrare le cose a parole è necessario per raccontarsi, perché se non lo facciamo noi non lo fa nessuno.
“Passiamo una vita intera a dover dimostrare qualcosa a qualcuno. E’ una sfida continua, snervante. Spesso smentita dai fatti, dalle azioni concrete che ci portano da tutt’altra parte rispetto ai nostri buoni propositi.” Giovanni Di Muoio strizza l’occhio al lettore, quasi intuendo lo smarrimento di ognuno davanti ai silenzi dell’amata, all’imbarazzo dei manager che devono togliersi le scarpe all’aeroporto, ad una torta rustica preparata solo per se stessi. Stupisce con storie lievi, che sanno di realismo magico alla Gabriel Garcia Márquez, come nel racconto “La Luna a Vidalle”.
Fluido, accattivante e lieve allo stesso tempo: lo stile di Giovanni Di Muoio è quello di un narratore che padroneggia la cassetta degli attrezzi dello scrittore di talento, senza dimenticare la necessità di rimanere una voce amica del lettore, abbandonando costruzioni ostiche e preferendo invece parole suadenti, come quelle delle ballate di Roberto Vecchioni.
“diMostrare le cose a parole” è un libro dedicato a chi ha voglia di fermarsi a respirare. “La vita è un insieme di promesse non mantenute come le lettere a Gesù Bambino”. In questa frase del racconto che dà il titolo alla raccolta si concentra la presa di coscienza di un autore che, guardando in fondo a se stesso, è riuscito a tirare fuori l’abbacinante realtà della vita per poi tingerla di delicatezze e sogni.

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