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giovedì
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Il nazista & il barbiere  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Hilsenrath Edgar
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Descrizione
Recensioni
Autore: Hilsenrath Edgar
Editore: MARCOS Y MARCOS

Max Schulz è certo di essere ariano. Sua madre, d’accordo, fa la prostituta, ma ha una clientela fissa, e
tutti i possibili padri – Max Schulz ha controllato – sono ariani purissimi.
Figlio di prostituta e vittima di un patrigno perverso: la vita di Max Schulz sarebbe ben triste se non fosse
per il suo migliore amico, Itzig Finkelstein, figlio di un ricco barbiere. La famiglia di Itzig è colta, acco-
gliente, ricca di tradizione. Un luogo caldo per Max Schulz, che partecipa ai canti dello Shabbat, fre-
quenta la sinagoga, mastica persino un po’ di yiddish. Quando Hitler prende il sopravvento, Max Schulz
si arruola nelle SS e impara il mestiere non facile dello sterminatore. Lo pratica a volontà a Laubwalde,
un campetto di sterminio in Polonia, molto meno prestigioso di Auschwitz, si intende. Comunque il lavo-
ro è lavoro e Max Schulz, molto professionalmente, si occupa di persona anche dello sterminio dell’ami-
co Itzig e famiglia.
Ma le cose cambiano sempre, e presto tocca a Max Schulz darsela a gambe, tallonato da russi e partigia-
ni. Persona previdente, porta con séun sacco pieno di denti d’oro. Sarebbe morto assiderato nella gelida
foresta polacca se non fosse stato per Veronja, antichissima strega delle fiabe, che lo nasconde nella sua
casetta ai margini del bosco. Non si dà niente per niente, e anche Veronja vuole il suo tornaconto… Max
si era imposto di non fare sesso con donne di più di settant’anni, ma fa di necessità virtù. Arriva la pri-
mavera, si può rompere il cranio a Veronja e tornare in Germania. A Berlino, bisogna organizzarsi un po’;
i nazisti non godono di buona stampa. Soluzione: cambiare identità. Max Schulz si fa tatuare sul polso un
numero di Auschwitz, si fa circoncidere. D’ora in avanti, sarà Itzig Finkelstein, sopravvissuto all’olocau-
sto. Tra risarcimenti tedeschi, aiuti finanziari di magnati americani e commercio di denti d’oro, Max
Schulz, alias Itzig Finkelstein, se la cava egregiamente. Animo curioso, si avvicina al movimento sionista.
Sarà tra i primi a sbarcare in terra d’Israele, combatterà gli inglesi, pianterà alberi nel deserto del Neghev.
“Uno per ogni ebreo ucciso”. Comprerà un salone da barbiere, sposerà una donna ammutolita – soprav-
vissuta dopo essere stata sepolta viva in una fossa comune. Pentito? No. Diabolico? Non solo. Più truce,
più abile, più meschino… Non è facile ammetterlo, ma Max Schulz, alias Itzig Finkelstein, è in tutti noi.

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