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Poesia
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| Recensioni Poesia | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Quando un uomo come Mirko Fronk, giovane dottore in legge occupato in faccende assicurative, scrive poesie è lecito chiedersi: perché poeta? E perché dovrei leggerlo? La risposta è in tutti i buoni testi che sfoggiano semplici e complesse motivazioni per spiegare che la “poesia” è, di per se stessa, un’entità inesistente: siamo noi che possiamo rendere poetica qualsiasi cosa percepita dai nostri sensi purché la si sappia “vedere” al di là della reale consistenza. Difatti, Mirko Fronk trae dal suo quotidiano atti comuni, stati d’animo condivisibili, comportamenti usuali, talvolta al limite del banale; e di ogni evento narrato ne scopre l’anima, il significato profondo: la sostanza poetica. Dunque, egli è “poeta”. Ma ciò che gli merita il diritto di essere letto perché poeta “ex gregis” nell’affollata platea dei poeti è la sua capacità di condensare nell’ultima riga dell’ultimo verso di ogni brano l’emozione del sentimento che lo nobilita e che, fattosi suono e colore, scivola dalla mente e s’imprime nel cuore del lettore, chiunque egli sia. Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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