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Kundera MilanEditore:
E’ sempre difficile scrivere una recensione di un classico, soprattutto quando, come in questo caso per Milan Kundera, si tratta di un autore che considero un grandissimo della letteratura mondiale.
Il rischio è quello di scrivere ovvietà, banalità, anche perché sui romanzi di Milan Kundera saranno stati scritti fiumi e fiumi di parole.
Mi limito, perciò, a riportare ciò che la lettura di questo romanzo mi ha provocato oltre che a riassumere brevemente la trama, cosa peraltro non semplicissima.
Kundera ancora una volta ci offre uno splendido spaccato della Cecoslovacchia nell’immediato dopoguerra subito dopo il colpo di Stato che ha portato il comunismo al potere, attraverso la storia di Ludvik, studente iscritto al partito con l’abitudine di fare scherzi: e proprio uno scherzo sciocco e inutile provocherà l’inizio di una lunga caduta, con la cacciata dal partito prima e il carcere dopo.
Dopo molti anni, tenterà di vendicarsi di chi ritiene colpevole dell’inizio di tutto, ma la vendetta si rivelerà incapace di dare la benché minima soddisfazione e lo lascerà amareggiato e solo con sé stesso.
Kundera usa la prima persona singolare non solo per Ludvik, il personaggio principale, ma anche per altri personaggi del romanzo, con il nome di ciascuno dei quali intitola le sette parti del romanzo stesso (quattro sono intitolate a Ludvik).
Come sempre avviene in questi casi, l’uso della prima persona consente al lettore di “entrare “ direttamente nel personaggio (in questo caso, addirittura, nei personaggi), nella loro psicologia, nei loro pensieri; Ludvik ci fa rabbia, compassione, simpatia, lo odiamo per come si comporta con Lucie la ragazza che potrebbe redimerlo e che dà vita alla parte più dolce e poetica del romanzo.
La scrittura di Kundera è complessa e ricercata, ma il romanzo scorre, non si attorciglia su sé stesso e, soprattutto, non annoia mai in quanto in ogni momento si ha voglia di scoprire cosa succederà nella pagina successiva.
Ed è bellissimo, arrivati in fondo al romanzo, scoprire di saperne molto di più su quella che era la realtà Cecoslovacca nella seconda metà del novecento.
Come avrete capito, dopo “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e “L’immortalità” anche questo terzo romanzo di Kundera che ho avuto la fortuna di leggere, mi ha entusiasmato e lo consiglio vivamente a chiunque ami la letteratura.
Luca Barbareschi
Milano, 2 novembre 2005 Lo scherzo
Milan Kundera
Biblioteca Superpocket
Pagg. 358; € 4,90