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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Tabucchi Antonio
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Descrizione
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Autore: Tabucchi Antonio
Editore: Feltrinelli

Pereira, giornalista cattolico ribelle nel Portogallo salazarista, è proiettato in un microcosmo viscoso e lento che stabilisce un costante disorientamento, un’inquietudine pesante, Pereira stesso è inquieto, pesante e lento. Quando conversa con il ritratto della moglie morta, quando non trova il coraggio di intervenire contro le violenza vigliacca delle squadracce del fascio, quando è assillato dalla propria incredulità verso la risurrezione della carne si nota in lui un’umanissima screziatura mistico-sognante che diseppelisce una necessità assoluta di cambiamento, un desiderio di stravolgimento di quell’amara situazione di rabbia e violenza, un anelito benigno coperto da molteplici ferite: ferita è assistere ad un pavido Paul Claudel (poi identificato come figlio di puttana) che volta le spalle al coraggioso clero basco e si schiera con il Vaticano sostenitore della dittatura franchista, ferita è il macellaio ebreo con la vetrina in frantumi, ferita è l’in-pubblicazione di un Bernanos polemico sostituito da uno stucchevole patriottismo di Camilo Castelo Branco, ferita è il cranio fascisticamente sfondato del ribelle comunista Monteiro Rossi…
Il libro ondeggia ed è immerso in un sottile caleidoscopio simbolico: l’evoluzione dissetante (limonata-porto-limonata-acqua-limonata-porto-limonata) che si trova ad essere simmetrica alla situazione interiore di Pereira; saggio realistico sulle debolezze umane, amplificate ed edulcorate da una “lesionistica” realtà di regime. Nominare tutti i simboli del libro sarebbe difficile e velleitario…
Pereira è sospeso nell’etereo spazio di un mondo claustrofobico e negativo; la sua frase ricorrente è “l‘ho fatto ma non so il perché”. Ma Pereira sostiene. Sostiene le sua ribellione, ultimo spasimo teso alla vita. Sostiene se stesso tentando di “frequentare il futuro”, svincolandosi da remore ancestrali. Sostiene il suo paese e la sua sconosciuta gente consapevolizzando il passato e provocando il popolo con la sua coraggiosa umiltà pensante. Sostiene la Cultura, valore inscindibile di una società consapevole e sincera.
Una scrittura longilinea ed intelligente, ammicante e provocatoria nel lato religioso-filosofico che si sviluppa nelle asserzioni di dubbio del giornalista protagonista.
Importante l’influenza che Pessoa riversa su quest’opera ed Antonio Tabucchi appare come uno dei tanti eteronimi del poeta di Lisbona.
Leggere questo libro è un arricchimento molteplice perché è bello, sottolinea il valore della Storia e della Cultura, mostra lati inusuali della psicologia umana e crea affezione verso la libertà.
Beh, pazienza… Mirko Roglia

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