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Vantina. Un amore di Napoleone all'Elba | Vantina. Un amore di Napoleone all'Elba |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
“Come qualcuno aveva potuto pensare che era piccolo? Uomini come lui non si possono misurare” Si è parlato parecchio di Napoleone, lo si è lodato e criticato. Una cosa certa era che amava le belle donne, e, ufficiali o no, ne ha avute abbastanza da crearsi la fama di buon amante. Enrichetta, in arte Vantina, come è passata alla “storia”, è una di queste. Coi colori dell’Elba, prosperosa, dai riccioli bruni e le labbra carnose, ha stregato e si è fatta stregare da quell’uomo tanto chiacchierato. Ricca non solo di bellezza, ma di carattere, e anche di quella durezza che deriva dalla sfortuna. Così la definisce Milani. Sfortunata di essere troppo bella per il borgo di Capoliveri al tempo della venuta dell’imperatore. Così qualcuno, più di uno, troppo vili per essere definiti uomini, se ne è approfittato. E la punizione che hanno avuto non è bastata a segnare la fanciulla, dal marchio che le era rimasto dentro e che le avevano dato i concittadini. Dal sangue francese, sogna di tornare a Marsiglia da dove la nonna è scappata molti anni prima. Lasciati guardare senza però guardarli: per vedere come sono fatti gli uomini, un’occhiata è più che sufficiente, anche se, ricordalo, chèrie, non devi dar troppo retta agli occhi, che possono vedere solo le cose che stanno fuori, mentre quelle più importanti stanno dentro. Questo le aveva insegnato l’anziana donna. E forse l’unico che è riuscito a guardarla dentro è stato quello che tutti temevano e giudicavano senza sensibilità. Perché in quel paese non ha possibilità di scampo, non può sposarsi né avere una vita sociale dopo quello che le è capitato. E’ la politica a rimetterla in gioco e a farle incontrare Napoleone, che probabilmente continuerà ad amare per tutta la vita. In politica, spesso, le cose funzionano al contrario. Si mandano a rischiare i più deboli, prima al macello le donne e i bambini. Vantina è sconfitta, se si vuole, e tuttavia fatta infine vincitrice proprio dal suo stesso sacrificio. Personaggio molto interessante, ha i tratti di una vera donna, che riesce a scindere la finzione dalla realtà e rinuncia a quello che sempre ha desiderato perché capisce qual è il suo posto. Scritto in maniera molto scorrevole, termini chiari e semplici. Lettura non molto impegnativa, ma piacevole. Adelaide Ciampa Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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