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Narrativa
La casa sull'abisso | La casa sull'abisso |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Cito alcuni passi della prefazione che Gianni Pilo ha scritto per questo libro: ”Ancora vivente, William Hope Hodgson (nato nell'Essex, Gran Bretagna nel 1877 e morto in guerra sul suolo francese nel 1918), fu definito < uno scrittore sul quale si è posato il manto di Poe >. H.P. Lovecraft, il più importante scrittore americano di narrativa horror dopo Poe, scrisse di lui: < Pochi lo eguagliano nell'adombrare la vicinanza di forze sconosciute e di mostruose entità, attraverso accenni casuali e particolari insignificanti, oppure nel comunicare le sensazioni dello spettrale e dell'anormale legate a determinati luoghi>. Lovecraft, poco prima della sua morte avvenuta nel 1937, scrisse di essere rattristato dal fatto che le opere di Hodgson fossero < conosciute molto meno di quanto meriterebbero >. Solo negli ultimi anni, dopo la ristampa di parecchi dei suoi racconti, a Hodgson è stata tributata la fama che non ottenne quando era ancora vivo. Va premesso che – nonostante una sua riscoperta nel nostro Paese di quest'ultimi anni – questo scrittore non gode della fama che merita. Infatti, in campo orrorifico,pochi altri autori possono stargli alla pari nel delineare forze orribili ed esseri mostruosi, ma soprattutto valenze orrorifiche incentrate su zone misteriose, o su particolari edifici come chiese, sotterranei e case. E questo ci porta a LA CASA SULL'ABISSO (di cui questa edizione Newton pare essere l'unica in commercio nel nostro paese- ndr.), certamente la migliore delle opere di Hodgson. Narra di una casa solitaria, situata in Irlanda ( si noti l'analogia con il pozzo di s. Patrizio- ndr .), i cui sotterranei sono in comunione con l'Abisso, attraverso il quale si arriva in un'altra dimensione, in un altro tempo e in un altro spazio. Da queste remote profondità cercano di arrivare sulla Terra degli esseri mostruosi, la cui pervicacia nel perseguire i loro scopi invasivi è pari all'orrore e all'abominio che suscitano. Nel romanzo di Hodgson, la casa è al tempo stesso il tramite e l'unica difesa contro gli orrori che vi interagiscono. Una casa che assume in sé l'antinomia tipica di un faro: un faro salvifico, che si erge splendidamente solitario contro i flutti minacciosi dell'oceano, ma anche un faro malefico, per il fatto che attira di continuo entità di varia natura, spesse volte malvagie e nemiche del genere umano. Entità di una razza aliena e inconcepibile per la mente umana sono ideate e descritte con una efficacia veramente unica. Il quadro di questa casa , i cui sotterranei immersi nelle tenebre rigurgitano di forze mostruose, è una visione che il lettore non riuscirà mai a dimenticare. La casa collocata sull'Abisso è orrenda, ma le sua mura proteggono dai mostri dell'esterno: questo, ovviamente, fin quando non si scopre che i mostri provengono dall'interno della casa, e che l'improbabile salvezza si trova da tutt'altra parte…Inoltre la botola che dà nella cantina non coduce ai consueti ossarii, non porta ai soliti inferni, ma è il tramite per un'altra dimensione, un altro tempo, un altro spazio. Un non-luogo dove tutto è già avvenuto: la fine di tutte le fini e, di conseguenza, il principio di tutti i principii. La casa si trova “on the Borderland”, ossia sul ciglio dell'Abisso, vale adire al limite del pericolo, fra la vita e la morte: una casa che è tale in quanto, contemporaneamente, è anche la tomba di se stessa e dei propri abitanti, ed è la porta che immette in un altro universo, oppure è una delle tante porte che danno in altrettanti universi possibili. A parte ogni altra considerazione, Hodgson esplicita una stupenda immagine dell'orrore che germoglia e attecchisce attorno e dentro di noi, come gli esseri che si contorcono e sbavano dall'Abisso su cui si protende la casa del romanzo. Possiamo cocludere dicendo che lo spirito del narratore ne LA CASA SULL'ABISSO, che viaggia attraverso distanze praticamente infinite e poi narra la distruzione del Sistema Solare, è veramente un fatto unico nella storia della letteratura fantastica: non a caso Lovecraft ha definito questo libro un classico insuperabile, e più volte ha avuto modo di dichiarare che, nel creare i suoi celeberrimi Miti di Cthulhu, ha tenuto molto presente questo scritto di Hodgson.” – Se non vi basta questo commento, capirete anche voi, leggendo questo libro, che si tratta di uno dei più grandi romanzi dell'orrore che sia mai stato scritto. Forse il più grande. Fabio Scarnati Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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