| Viaggio al termine della notte |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
"Viaggio al termine della notte" fece subito scandalo, provocando nel mondo letterario un vero terremoto. Il testo era stato presentato da Céline al comitato di lettura di Gallimard che lo aveva rifiutato. Nell’aprile 1932, Céline aveva lasciato il testo, senza nome né indirizzo al piccolo e giovane editore Denoel, che non s’era la sciata sfuggire questa occasione: Denoel era riuscito a trovare l’autore servendosi di un’etichetta presente casualmente sul pacco di imballaggio, che era servito alla domestica di Céline per avvolgere le pantofole. La pubblicazione è leggendaria con i tipografi che decisero di intervenire d’ufficio su quella strana punteggiatura, stupefatti da quello stile inusitato, senza senso. Tolsero virgole, aggiunsero punti, sistemarono la grammatica, rendendolo comprensibile, e Céline fece appena in tempo a rimediare, facendo una scenata all’editore. “Non aggiungete una sillaba senza dirmelo! Mi buttereste all’aria il ritmo come niente!”. Per lo stile di Céline si è parlato di espressionismo, ma lui va al di là di questo con la violenza di un cromatismo linguistico che si affida a elementi gergali. Quella di Céline è una triturazione del discorso narrativo, che giunge al parossismo attraverso le spezzature, la successione di addenti con cui si cerca un impossibile esaurimento. E alla fine ciò che differenzia Céline dagli espressionisti è la diversa pratica dell’io: per gli espressionisti tedeschi l’Io ha valore quasi spirituale, mai soggettivo, al contrario dell’eccessivo ed egomaniaco io célineiano. Lo scandalo che provocò Céline dal suo primo romanzo in poi, non è solo decretato dalla presenza dell’osceno. La sua scrittura attaccava le fondamenta dell’edificio letterario, la fonte della sua stessa ragion d’essere. Con Céline la scrittura ritrova la polifonia orale della sua origine naturale. Per la prima volta questo linguaggio diretto viene usato per l’intera tessitura del racconto per affermare che l’autore è dalla parte dei reietti, senza per questo offrirgli una possibilità di riscatto in quadro di pessimismo cosmico che non lascia salvezza. Viaggio al termine della notte dà un’immagine forte, trasfigurata dalle ossessioni moderne, metropolitane, della guerra e della fabbrica. Ma il Viaggio è anche un libro grottesco, comico, sempre in bilico tra farsa e tragedia. Nel Viaggio il periodo è ancora delimitato dai segni della punteggiatura, e solo successivamente il delirio céliniano avrà il sopravvento totale per rapire tutto e tutti in un vortice senza scampo e senza uscita. E la scrittura alla fine è l’unico bene di questa umanità privata ormai di tutto. narcisso plasticrevolution.splinder.com Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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