Recensioni
Narrativa
Il serpente | Il serpente |
|
|
|
| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
|
Descrizione
Il serpente di Luigi Malerba è un capolavoro. Chiunque lo legga non lo dimenticherà tanto facilmente. Questo libro è un viaggio nella menzogna e nell'ipocrisia, in cui tutto è possibile e il lettore non può fare a meno di dubitare di tutto ciò che legge. Il protagonista di questa vicenda racconta la propria storia, frutto della sua fantasia mitomane e di una distorta visione della realtà. Vive a Roma e per vivere ha aperto un negozio di francobolli, ma la sua vita è noiosa, troppo noiosa e allora si iscrive ad un corso di canto: “ all'età di trentatré anni il Figlio dell'Architetto è morto sulla croce, io invece ho scoperto il canto che è un modo di esprimersi anche quello e la mia vita è cambiata ”. Ma il piacere dura poco e sempre più deluso dalle sue capacità canore, si inventa il “canto mentale” di cui diviene un maestro indiscusso e in cui è capace di far risuonare infinite volte dentro di sé, con la perfezione di un'esecuzione solo virtuale, le melodie più difficili. Nella palestra dove si riunisce il coro, il protagonista incontra Miriam, che diviene la sua amante. Dopo un primo momento di amore estatico, comincia a sospettare della donna e, preso dalla gelosia, la incalza con mille domande. Costringe la sua amata a fare una radiografia per verificare se la sua purezza è stata intaccata dal tradimento, ma Miriam offesa si allontana da lui. La confusione tra realtà e fantasia è totale, e coinvolge anche il lettore come in un gorgo. Denigra dei perfetti sconosciuti. Afferma continuamente delle cose che puntualmente nega dopo poche pagine, asserendone altre che faranno la stessa fine delle prime. Dopo qualche tempo, incontra Miriam sul Lungotevere, la porta al suo negozio, l'avvelena e la mangia. Ma il ricordo di lei lo ossessiona, crede di vederla dappertutto cospirare contro di lui. Si rivolge infine alla polizia raccontando la storia dell'omicidio e dell'atto di cannibalismo, ma è costretto a vedere l'incongruenza tra la realtà e quello che è stato costruito dalla sua mente. Con questo romanzo uscito nel 1966, Malerba sperimenta con la lingua, scandaglia certe profondità della coscienza moderna che conducono all'errore, si prende gioco di tutti e porta fino al limite la tensione narrativa con lo scopo di romperla e corrompere i vari generi letterari. Questo libro ti si insinua dentro come un serpente velenoso, ti avvelena la realtà come uno di quei veleni potentissimi che bastano poche gocce e ti costringe “ con gli occhi chiusi, senza tirare il fiato, senza sentire voci e campanelli, senza parlare. Al buio. ”. Narcisso plasticrevolution.splinder.com Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|