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La verità bugiarda  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Montanari Raul
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Descrizione
Recensioni
Autore: Montanari Raul
Editore: Baldini Castoldi Dalai

La verità Bugiarda, come l’altro grande successo di Montanari - Chiudi gli Occhi -, non è un thriller in senso classico. Non lo è perché manca una trama “importante” in tal senso, manca quella storia misteriosa o terribilmente violenta o sviluppata magistralmente. Insomma: mancano alcuni tasselli, non quadra proprio tutto, gli eventi accadono in modo affrettato e non sempre c’è la dovuta spiegazione, razionale o meno, che ci si aspetta in questo genere letterario.
Raul Montanari, però, confeziona un romanzo drammatico-psicologico che reca in sé pagine di una bellezza senza fine e che fanno sì che questo libro esca dall’etichetta di genere thriller per diventare letteratura in senso lato. Costruisce personaggi che escono fuori dalla pagina, personaggi complessi, ambigui, malinconici, sofferenti. Gli costruisce intorno una casa, complessa, ambigua, malinconica e sofferente. E la posiziona in una città – Milano – complessa, ambig… ecc. ecc. che è perfettamente inserita nel mondo attuale, nella nostra Italia in balia degli extra-comunitari, dei telegiornali e del timore di Dio. Sì, Dio. Un Dio che…“Spesso dimentica persino di essere Dio”.
“Dio è solo un sogno, ma quando tutti gli uomini fanno lo stesso sogno qualcosa succede.
Una figura si forma nell’aria e qualcuno per la prima volta la chiama Dio.
Tutto il resto è molto amore e molto odio, molte favole presto invecchiate.
Vere quanto è vera la giornata degli uomini.
O altrettanto irreali.”
Dicevo dei personaggi. Chriss, il protagonista, è una vera e propria coltellata al cuore.
Lo è perché terribilmente VERO nella sua malinconia e nel suo passato doloroso. Lo è perché è un uomo che sente il “richiamo della foresta” e non riesce a sottrarsene come (forse) vorrebbe. Lo è perché ha paura di amare e perché, come tutti, finisce con l’accontentarsi. Che poi, non so, magari ha ragione lui. E’ un uomo sensibile, anche se sa essere cinico e cattivo. E’ un uomo. Punto. Mi è rimasta nel cuore una piccola frase, a tal proposito. Un pensiero che dice Chriss, a un certo punto del libro. “Io un bacio glielo darei, magari la stenderei pure su quella scrivania e le solleverei la gonna. Ma dopo? Ormai l’ho imparato. Questo non è mai un racconto, per una donna come lei. E’ sempre il primo capitolo di un romanzo.” Ecco. Come faranno gli uomini a capire in un secondo con chi hanno a che fare? Perché ci riescono, non tutti, certo. Ma quelli come Chriss, sì.
Stefania, Laura e anche Barbara. Marco, Gerry. Tutti. Personaggi che non si dimenticano facilmente. E’ bravo questo scrittore. E’ bravo innanzitutto perché La verità Bugiarda si legge in tre giorni. In tre giorni perché la sua prosa, il suo stile, sembra fatto apposta per esser divorato. Divorato con gli occhi, con il cuore, con la mente. Ha uno stile particolare, lui. A partire da quella sorta di “sommario” che mette all’inizio di ogni capitolo. Delizioso. E poi ha una capacità grandiosa: quella di passare dalla terza persona alla prima quasi durante la stessa frase, senza risultare confusionario. Addirittura trasformando i pensieri del protagonista in un vero e proprio modo di raccontare a parte. Ecco. Montanari ha uno stile ben definito, originale, ma perfettamente leggibile e comprensibile da tutti. Pasticcia anche un po’ con i tempi narrativi, ma lo fa in un modo delizioso… “La vita è un libro con tutte le note in fondo.
Se la vita avesse le note a ogni pagina, vedresti momento per momento dove sbagli, cosa è giusto fare, di cosa devi avere paura. Invece lo scopri solo alla fine. Quando sei arrivato in fondo, quando sei vecchio, voglio dire. Forse nel momento in cui muori hai davanti il libro tutto intero, completo di note e indice.” Rossella Testa

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