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Un giorno dopo l'altro  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Lucarelli Carlo
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Descrizione
Recensioni
Autore: Lucarelli Carlo
Editore: Einaudi

L’ho letto in fretta, velocissima, spedita: Lucarelli in splendida forma in uno dei migliori thriller che ricordo.
Ecco. C’è un gran bel killer. Cattivissimo, freddo, glaciale. Anche se… insomma, pare impossibile capire quel che pensa, sembra impossibile da acciuffare, questo killer, questo Pit Bull. Pagine dense, quelle dedicate a lui. Pagine bellissime. Prosa sparata a livelli da aver paura dell’altitudine. Perché Lucarelli è bravo, capace di creare atmosfere e sviluppare pensieri profondi che non si leggono in tutti i thriller. Nono. Il killer e l’autostrada. Autostrada che, quando la percorri, non sai mai bene dire dove sei perché se me lo chiedi adesso sono a 10 chilometri da Bologna ma ti dico che ci sono già arrivato e poi. E poi in autostrada esiste solo “avanti”, esiste solo il futuro. Non ti puoi fermare. Sei una nota sbagliata nella musica, se ti fermi sul bordo della strada.
E i silenzi. Il killer e i suoi silenzi. Quanti tipi di silenzio esistono a questo mondo… Silenzi che si annullano a vicenda, silenzi che assomigliano ai ronzii di un’autoradio fuori sintonia, silenzi liquidi, silenzi neri, si trasformano in un ronzio nelle orecchie. Silenzi e basta. Decisamente affascinante questa mania di Lucarelli nel descrivere i silenzi
E poi c’è il ragazzo. Della porta accanto.
Alex. Timido, tenero, depresso, svogliato. Un ragazzo qualunque. Lasciato dalla ragazza. Straniera.
Un ragazzino che si sente triste e solo e abbandonato. Un giorno dopo l’altro. Si lascia vivere. Si lascia incuriosire. E’ la chiave di svolta della trama. Un bel gioiellino di thriller, secondo me. Tensione massima dopo poco più di quaranta pagine. Prima c’è la presentazione dei personaggi… poi si entra nel vivo del libro, non si riesce più a smettere di leggere. Lucarelli accelera e rallenta il ritmo narrativo, sposta continuamente il punto di vista. Bell’evolversi della trama, senza particolari colpi di scena (la storia non li richiede e, in ogni caso, non li reggerebbe… si sa tutto da subito) ma con un grado di tensione che attanaglia. Da pagina duecento in poi è una tirata unica.
Bello il finale “sentimentale”.
Un po’ tirato forse, quello che conclude l’indagine… chi l’ha letto mi capirà se dico che mi è sembrato che la fortuna ammiccasse un po’ troppo. Quisquilie certo. Lucarelli si conferma uno scrittore BRAVISSIMO, capace di creare una buona trama, di delineare bene i suoi personaggi, di rendere il killer terrorizzante. E poi ha una prosa più che buona. Questo “un giorno dopo l’altro” è scritto con cura, con attenzione.
Grazia Negro, che si capiva fosse un bel personaggio già leggendo Almost Blue, è descritta in maniera magistrale. Una donna giovane, per fare la poliziotta. Piccoletta di statura. Carina. Non bella di quella bellezza che travolge e incanta. Ma irrimediabilmente “carina”. E’ questo che trasmettono le pagine. Sembra di vederla, la piccola Grazia… la fragile, dura, spietata, dolcissima, tosta, imbronciata Grazia. Un gran personaggio, davvero. Mi fa un po’ arrabbiare che Lucarelli abbia creato un così bel protagonista e che poi (porca miseria) me lo infili dentro a piccoli e quasi sterili raccontini. Speriamo che ci regali ancora qualche bel romanzo… Rossella Testa

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