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giovedì
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Il buio fuori  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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McCarthy Cormac
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Descrizione
Recensioni
Autore: McCarthy Cormac
Editore: Einaudi

Forse questo libro avrebbe dovuto intitolarsi “Il buio ovunque”
Duecentoottopagine, talmente intense e crude e dure, talmente inquietanti da avermi lasciato stordita. Perché qui si descrive il Male. Ma il Male umano, il male dentro noi. E anche il Male che ci circonda.
Il Male. Punto.
La storia… dunque. A esser sincera non ho capito né dove è ambientata, né quando. E non ho capito alcune parti, o meglio: la mia parte razionale non le ha comprese.
In sostanza direi che è la storia di persone andate alla deriva, persone che non hanno morale, che non hanno pietà. Persone crudeli, se si può definire crudele quel senso di vuoto esistenziale, quella sorta di male neanche del tutto consapevole. C’è stato un passaggio, a un certo punto, che mi ha costretta a fermarmi, posare il libro. Mi sono alzata, ho fatto una carezza, un lungo sospiro, sono andata a cercare un po’ di calore in casa. Mi sono fatta forza per poter continuare il viaggio. Questo viaggio, questa ricerca che poi, alla fine. Mamma mia che libro.
I personaggi che si incontrano durante il cammino sono squallidi, morti dentro, marci.
Quasi tutti. Perché il personaggio femminile, no. Lei mi ha fatto compassione, tenerezza.
Gli altri fanno paura.
Ecco. Mi ha fatto paura questo romanzo.
Per farmi capire… sei lì che leggi, che ti sorprendi per certe descrizioni semplicemente deliziose… e zack! Di colpo di ritrovi nel mezzo un fatto, accidenti, non è nemmeno il fatto in sé (si leggono cose macabre o cattive, non è mica la prima volta) dicevo non è il fatto, è l’atmosfera. Quell’atmosfera che sa di fine del mondo…Tipo: c’è una scena dove ci sono dei maiali, ora non posso dire molto per non rovinare la sorpresa ai potenziali lettori, comunque succede che un attimo prima c’è un normalissimo dialogo e poi, di colpo, ci ritroviamo ad assistere a qualcosa di più grande di noi. Una specie di carneficina. Terribile. Veramente.
A proposito dei maiali.
Ci sono molti animali, in questo libro.
Ci sono gatti, topi, insetti, uccelli, galline. A volte sono proprio loro a annunciare il Male che arriva. Come dice mia nonna, che gli animali lo sentono quando c’è qualcosa di strano nell’aria.
E di cose nell’aria, in questo romanzo, ce ne sono.
Tre uomini a cavallo scandiscono i tempi narrativi.
Le ombre.
Le ombre nel buio fuori.
Le ombre dentro di noi.
Noi tutti. E McCarthy ha una prosa che fa venire i brividi. Brividi freddi e glaciali che mi hanno davvero turbata. E poi. Scrive come pochi. Potrebbe scrivere tutto quel che vuole perché ha un modo di porsi che è delizioso.
La natura: quante pagine spese per ambientare la storia di un uomo e una donna in viaggio attraverso questa natura. Una natura che reca in sé un qualcosa di indefinito e nello stesso tempo di angelico. Un qualcosa che non si può spiegare, è la sensazione che si prova leggendo a rendere questo libro così particolare.
E così terribile. Rossella Testa

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