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Narrativa
L'età verde | L'età verde |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
La storia di un ragazzino, inesperto dei dolori e delle gioie, alle prese con le sorprese della fanciullezza e dell’adolescenza, raccontata dallo stesso ragazzino diventato adulto, uomo, in età senile, a fatica distaccato dal periodo più florido della sua esistenza. L’età verde appunto. La primavera della vita, un periodo non rivivibile, nascosto tra i ricordi che stenta a scomparire dalla memoria, perché ripreso e raccontato, amato, che torna spesso nella mente grazie alle rimembranze di un’era che ormai non c’è più. Fortunato o sfortunato, questo non sta a noi dirlo, ha trascorso la sua infanzia a cavallo tra la Prima e la Seconda Guerra, prima il periodo della ricchezza e dell’abbondanza, grazie agli averi dei genitori, nobili alla nascita, poi il periodo della povertà, della fame, della non-riconoscenza da parte di coloro che in tempi aviti erano stati aiutati senza chiedere nulla in cambio e che in seguito non hanno mostrato alcun segno di gratitudine. Un periodo difficile, sapientemente raccontato, ad onta del linguaggio piuttosto aulico dell’avvocato Capomazza, che ha accompagnato l’età più bella, quella della sua giovinezza, che non ha potuto non risentire dell’influsso socio-politico-storico del fascismo, dell’invasione dei tedeschi e dell’entrata in Italia degli alleati angloamericani. Fa ripercorrere un decennio doloroso per la nazione e soprattutto per il Sud vissuto da un ragazzino che si poneva innumerevoli domande, che si commuoveva al vedere film che trapelavano un forte sentimento patriottico, che era troppo debole e sensibile per far fronte a quelle situazioni che si susseguivano durante il suo cammino, che preferiva rintanarsi a leggere, in solitudine, per non sentire il fracasso che la storia e le esecuzioni facevano fuori la casa materna e dentro il suo animo. Rimpiange quegli anni in cui, nonostante le sofferenza, aveva comunque sempre la speranza e la forza di sognare, di fantasticare, perché i sogni, nella fanciullezza, riescono ancora ad non annegare nella tempesta della realtà. “I ricordi sono il pane quotidiano del vecchio, il tenue filo che ancora lo lega alla vita, in bilico sull’orlo dell’abisso, e allo spezzarsi di quello vien meno l’unico appiglio, l’unica via di scampo dal totale annullamento. Fatalmente, il vuoto e l’inerzia l’inghiottono, ed è la fine.” Adelaide Ciampa Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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