Angeli neri
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Recensioni Autore: Pelecanos GeorgeEditore: Trama: In quartiere di Washington, Derek Strange, ex poliziotto, ha la sua agenzia investigativa. Tutti i mercoledì sera, Strange allena una squadra di football. È una strana squadra, composta da ragazzini che lui cerca disperatamente di sottrarre alla strada. Tra loro, anche Joe Wilder, dieci anni, niente padre e una madre che ha troppi guai per occuparsi di lui. Ma Joe non riuscirà a diventare grande. La morte, una morte ingiusta e violenta, lo aspetta davanti a un chiosco dei gelati. Strange non si dà pace. Non è un omicidio qualsiasi, qualcuno ha ucciso uno dei 'suoi' ragazzini. Qualcuno deve pagare... A volte mi chiedo quale sia l’elemento che crea la distinzione tra i generi thriller e drammatico. Un thriller sostanzialmente inizia con un omicidio, o comunque con un qualcosa da risolvere, oppure tratta di un serial killer in azione. Gli omicidi sono cruenti e l’indagine si svolge, a seconda dei casi e degli autori, in modo più o meno ordinato. Ci possono essere sottotrame, ingarbugliamenti… il cattivo di solito è inquietante, certe volte un po’ tocco, altre volte maldestro, poi ci sono colpi di scena, c’è la soluzione del caso. Il protagonista può essere un poliziotto, altre volte detective privato, altre ancora comune cittadino che si trova in al posto giusto nel momento sbagliato. Il ritmo è serrato, molti fatti accadono a mano a mano che si va avanti nella lettura… Poi, si sa… ci sono i gialli, ci sono i noir… Se partiamo da questi presupposti, Angeli Neri non è un thriller come recita la scritta in copertina. Angeli neri è un romanzo. E’ ambientato nei ghetti di Washington tra spacciatori di droga, protettori di prostitute, giovani allo sbando. Una Washington cupa e dolorosa, piena di povertà e degrado, lontana mille miglia dai quartieri residenziali. I personaggi hanno avuto tutti, nessuno escluso, un’infanzia difficile. Genitori morti di overdose o ammazzati per un pareggio di conti, genitori ancora vivi che hanno insegnato ai loro figli come fargli una dose di eroina quando son talmente fatti da non riuscire da soli. E’ facile comprendere come, in un ambiente simile, anche i “buoni” abbiano dovuto pagarne il prezzo. Assistiamo così allo spaccato di vita di due investigatori, amici tra loro, uno bianco e uno nero. Perché forse questo libro è proprio questo: uno spaccato di vita. Pelecanos avrebbe potuto raccontare mille storie ambientandole in quei quartieri. Ha deciso di raccontarne solo qualcuna, perché di anime perse nel mondo, in quel mondo in particolare, ve n’è troppe. E così conosciamo Stella, una ragazza che non ha i numeri per battere la strada perché è troppo magra, troppo insipida, e che non riesce comunque a fare a meno di trovarsi un lavoro in quel campo. Stella, con il suo cinismo, con la sua gioventù sbagliata che aiuta le ragazzine scappate di casa a diventare puttane. Oppure conosciamo un uomo preoccupato per sua figlia, per la sua bambina che si sta per sposare con un uomo che non lavora ma che ha un’auto da mille e una notte… Incontriamo Janine, una donna discreta e dolcissima che pare un raggio di sole tra tutto quel lerciume… E poi Derek Strange, un uomo che ha ormai più di cinquant’anni e che nella sua vita ha ormai visto di tutto. Lo seguiamo nei suoi appostamenti – è un investigatore privato – lo seguiamo negli allenamenti di una squadra di football di ragazzini. Fa di tutto per tenerli lontano dalla strada, per insegnargli il rispetto per sé stessi e per gli altri. Lo seguiamo anche quando sbaglia, perché lui non è un eroe, è soltanto un uomo. E poi c’è Terry Quinn, l’investigatore bianco socio di Derek. Un uomo violento, rude e (che grande novità!) con un grande cuore. Ci intrufoliamo anche nei meandri della grande criminalità, conosciamo un uomo che fa paura solo a sentirlo nominare, un uomo ricco, ricco sfondato che tra tutte le sue attività comprende anche quella di cantante di rap. E a proposito di musica, questo è un libro denso di colonne sonore. Quasi non esiste una scena senza un brano musicale, quasi a dire che la musica accompagna anche le vite più squallide. Conosciamo anche dei ragazzini. Pieni di sogni, di speranze. Solo che, in quel quartiere… di speranza ce n’è davvero poca. C’è da dire che dalla storia mi aspettavo altro, forse anche dal punto di vista del genere vero e proprio dato che avevo sentito dire che Pelecanos fosse paragonabile a autori quali Crais, Connelly, Lehane. Invece Pelecanos scrive tutt’altra cosa: scrive romanzi drammatici, non thriller. Una nota di demerito per la casa editrice PIEMME, che nel sunto della trama che riporta sulla quarta di copertina svela fatti che accadono non prima della metà inoltrata del libro, oltretutto semplificando il senso stesso di quello che accade. Ci si ritrova così a leggere il romanzo con l’aspettativa di quel fatto, ed è davvero un peccato perché si rischia di non godere del piacere dell’ambientazione o della caratterizzazione dei personaggi. Rossella Testa Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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