La ragazza delle arance
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Un ragazzino di quindici anni che trova una lettera a lui indirizzata. Nella fodera del suo vecchio passeggino. Una lettera dedicata a lui, da parte di suo padre, morto da anni. Si apre così il romanzo di Jostein Gaarder, autore norvegese e docente di filosofia all'università di Bergen. Conosciuto nell'ambiente letterario per i numerosi romanzi per ragazzi, negli ultimi anni l'autore si è cimentato nella narrativa per adulti. Ed è proprio l'esser stato autore di libri per l'infanzia che rende “La ragazza delle Arance” una lettura delicata e dai contorni fiabeschi. La trama è costituita da due storie che paiono a prima vista addirittura slegate tra loro: quella di Georg, il ragazzino che sta leggendo la lettera e quella di Jan Olav, suo padre. Jan Olav racconta al figlio che, in gioventù, incontrò per caso una ragazza con un sacchetto di arance e di come l'avesse seguita come un pazzo per tutta la città. A mano a mano si svela la trama e la lettera che, a prima vista, sembrerebbe una sorta di testamento di memorie, si tramuta a poco a poco in una serie di domande che il padre pone al figlio che non ha potuto veder crescere. Domande importanti, “vitali” proprio perché poste sul senso della vita e che hanno il sapore di una filosofia di semplice approccio. L'autore ci accompagna nell'esistenza di un uomo che non c'è più, ci regala la sua particolare visione del mondo, i suoi sogni, le sue paure, le sue curiosità, confezionando u n romanzo fresco e di veloce lettura. La prosa persin troppo semplice trova giustificazione nella narrazione in prima persona di un ragazzino e, come già detto, rende il libro una sorta di fiaba del secondo millennio. Una piccola fiaba che parla di morte ma che sorride alla vita, a una qualsiasi vita, anche alla più piccola e apparentemente inutile. Alla vita di un calabrone come a quella di un giovane papà. E' una fiaba sull'amore, ma non solo. Si parla di momenti passati, di malinconia struggente, di dolore. E poi è anche una fiaba sull'Amore che crea vita, su quanto sia importante dare la vita e esser genitori. Sicuramente sono stati scritti libri più profondi, con una prosa più suggestiva e una trama più originale, ma quel che rimane a libro terminato è un sorriso e la voglia di vivere. E questo, al giorno d'oggi, è già qualcosa. Rossella Testa Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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