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Narrativa
L'avvocato e il colonnello | L'avvocato e il colonnello |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Un mix perfetto tra una storia targata "Harmony" e un film d'azione di serie B. Questo e' quello che sostanzialmente e' "L'avvocato e il colonnello" di Rossella Bossi Orsini. Un thriller,che gia' di per se' dovrebbe precludere almeno un paio di colpi di scena da togliere il fiato,che invece si accortoccia in una strana storia a meta' fra l'analisi esistenziale ed un palese sogno ad occhi aperti. La scrittura e fluida ,non c'e' che dire. La narrazione in prima persona e' sempre molto curata (a volte anche troppo ,visto la natura del romanzo) e sempre dettagliata. A volte sa di psicologia spicciola nella sua continua ricerca della conoscenza dell'animo femminile. La storia avrebbe anche il suo filo conduttore essendo anche supportata da piu' location ben descritte ed elargite al lettore con molta cura,ma perde d'ogni ragione vista la scarsa componente "colpo di scena". Tutto piatto. Tutto tremendamente ovvio. Peggio delle peggiori trame degli scadenti B-Movie d'azione americani. Molti sono i dubbi sollevati da questo romanzo ,ma i piu' lampanti ai miei occhi son di sicuro la personificazione del Dio in terra incarnato nel protagonista(un UOMO che fa dell'assenza di difetti il suo minor pregio);la poco credibile caratterizzazione della protagonista che si trova a suo agio fra cespugli alti un metro cosi' come in un studio tutto in mogano dei borsisti di New York. Una donna che sembra avere un unico punto debole:l'essere DONNA,appunto. E tutto che parte da questa sua delusione matrimoniale (durata meno di due anni) che le fa venire in mente di diventare (con una buona dose di casualita' lievemente descritta) la Mata Hari delle lande lombarde. Una donna che ha nella sua "vocina" (e' un vero strazio trovare questa fantomatica voce dell'anima che ad ogni singola azione fatta o frase detta interviene per dire la sua ) la sua piu' alacre confidente; E poi, cio' che piu' ha disturbato la mia lettura, e' questo palesato amore per i soldi e per il superfluo condito da un sottile sprezzo per tutti quelli che non risiedono sullo stesso piano della protagonista (Ci sono descrizioni tanto perfette quanto inutili, di gioielli costosissimi; la macchina meno costosa che e' nominata e' una Jaguar.). Una storia scritta da una donna con i soldi, che ha sempre vissuto con i soldi ed anche in una storia dove lo status economico e sociale potevano fare da contorno (importante contorno,ma cmq ben celato) a quello che si prefigge essere (un thriller) ,e dove invece le frustrazioni, i conti in banca, le stelle caraibiche (che sono le uniche cose che realmente salvo del romanzo,ovvero le LOCATION), i vestiti d'Armani e i sogni di donna, la fanno da padrone rendendo il tutto estremamente melenso e privo di ogni utilita'ludica (piu' di divertirsi, o non pensare, con questo libro non si poteva). Fermo restando che in alcuni punti il libro scorre via e ti fa anche voglia di girare pagina, ma purtroppo e' sempre un aspettarsi qualcosa che non arriva. E si va avanti sino alla fine raccapezzandoti del perche' lo hai letto solo nel momento in cui ti trovi a scrivere questa che e' la recensione. Sara' che e' tutto lontano da me, (il punto di vista femminile,i pronunciati status sociale ed economico a mo' di stendardo )ma questo libro non avra' certo posto fra le mie "buone letture". E magari se avesse evitato il lieto da fine da fiaba Disney del secolo scorso, almeno avrebbe avuto un senso leggerlo. Alberto Mele Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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