| Enclosed. I recintati |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Un tema affascinante : la ricorsività dei viaggi nel tempo che mutano sè stessi. Uno spaccato sul futuro, sui molti futuri possibili, in realtà , della nostra Penisola. Uno scrittore dotato a tratti di buona verve, che non si pone problemi di consequenzialità nella trama, aprendo la strada ad un nuovo "Opzioni" di Sheckleyana memoria. Però non funziona. Non funziona affatto. Enclosed -I recintati-, di Lucio Aragri, edito da Nonsoloparole, non e' una promessa mantenuta a metà. E' un libro, francamente, disastroso. La trama, se così la si puo' definire, narra dei complotti temporali orditi da opposte fazioni, non sempre chiaramente identificabili ; e in questo gioco si introduce uno sparuto gruppo di ribelli, guidati dall' imprendibile Astolfo. Purtroppo ogni capitolo fa praticamente storia a se' : ogni volta che avviene un mutamento di scenario (e sono continui) ci si trova proiettati in un nuova situazione i cui contorni la narrazione stenta a far comprendere, nonostante il frequente tentativo di chiarire lo scenario con tediose note a piè di pagina. Contemporaneamente, la costruzione dei mondi alternativi che vengono presentati riesce ad essere semplicistica e priva di verosimiglianza, anche nei limiti in cui quest' ultimo aggettivo sia applicabile alla Fantascienza. I dialoghi sono rigidi, scolastici e innaturali, senza che l' aggiunta di qualche imprecazione ogni tanto riesca a renderli piu' verosimili. Un esempio : -E tutto per colpa tua, russaccio che russi anche la notte quando dormi !". I personaggi si confondono e alla fine si rivelano spesso essere altro da quel che parevano originariamente ; ma invece di aggiungere mistero ed emozione, questi cambiamenti appaiono artificiosi, volti ad un coup de teatre che in realta' si perde nella noia e nel disordine. Si legge nelle intenzioni la continua voglia di stupire; ma trucchetti come quello di chiamare "multitasking" l' apparecchio per il trasporto temporale ricordano al lettore certa pessima fantascienza degli anni 50, che cercava di darsi un tono con l' uso di termini tecnici magniloquenti; con l' imbarazzo aggiunto di un lessico quotidiano che ha da lungo tempo inglobato certe parole , attribuendo loro significati ben precisi e diversi. La lettura risulta faticosa e per nulla gradevole. Terminare il libro ha richiesto un vero e proprio atto di volonta'; ma la libertà di non leggere, propugnata da Pennac, non si applica a chi si sia impegnato in una recensione. Sola si solleva, tra tutte quelle malamente presentate, l' idea della cerimonia del Pubblico Schiaffo ; un modo di tenere le elezioni, schiaffeggiando i candidati non graditi, che sarebbe piacevolissimo vedere applicato nel nostro continuum. Paolo Pinto Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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