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Narrativa
Lucio l'antico romano | Lucio l'antico romano |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Credevo fosse un avvincente romanzo d’epoca, avendo anche letto la prefazione, e cosi inizio a leggere il libro. Ben presto però mi accorgo che avevo posto molta fiducia nell’autore. Infatti non si tratta di un romanzo storico, di storico ha solo la cornice, l’unica vicenda che pare abbia una base solida e veritiera è appunto il decreto dell’imperatore Callisto di poter importare a Roma il vino rosso prodotto in Gallia. I romani ovviamente sono terribilmente suscettibili su questo argomento ( che pare molto contemporaneo, vedi l’importazione di latte dai paesi esteri, mentre il buon latte nostrano viene gettato, vicenda di qualche anno fa delle cosiddette quote latte)e da veri saccenti credono che il loro vino sia il migliore, e quindi deve essere l’unico bevuto in tutta Roma. Ora mi chiedo io, perché scrivere un romanzo del genere. Non è null’altro che un polpettone pesante da digerire, noioso e scritto malissimo, con espressioni del tipo : “ l’imperatore Callisto, al quale si erano drizzati i capelli” oppure ancora peggio espressioni del tipo ”se ne uscì con queste parole” e ”lo picchiarono di santa ragione” potrei andare avanti cosi all’infinito, di sgorbi ce ne sono ad iosa, sembra scritto da un bambino, mi spiace ma non ho trovato nulla di buono, anche il fatto che gli schiavi si rivolgessero ai rispettivi padroni col tu, come se fossero vecchi amici, oppure l’uso frequentissimo del termini “vinello”, magari lo si potrebbe usare di certo nella vita di tutti i giorni sopratutto anche dal salumiere, ma non in un romanzo ambientato nell’antica Roma. Forse lo scrittore vuole rendere il tutto meno pesante, divertire il lettore, ma secondo il mio modesto parere lo annoia, ed ho faticato molto ad arrivare alla fine dello scritto. Il libro descrive gli intrecci amorosi del protagonista (Lucio) con Poppea moglie del filosofo Plinio, della moglie di Lucio col padrone di quest’ultimo, diciamo una telenovela al pari di Beautiful ambientata “nell’antica Roma”, mi spiace pensare che i romani avessero solo voglia di bere vino e fare sesso con le mogli altrui. L’unica cosa su cui posso essere d’accordo è il fatto che il vino rosso importato sia molto migliore del vino bianco dei castelli romani ( che ho avuto modo di assaggiare in varie occasioni), ma questa è solo una nota personale. Infine non suggerirei a nessuno di spendere dei soldi per comprare codesto libro. Domenico Cosentino Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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