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Narrativa
Racconti dell’uomo grigio | Racconti dell’uomo grigio |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Recensioni Autore: Visconti Gian Marco“quella casa lo abitava da lungo tempo: portava in sé vesti, città, alberi e fontane. Ed un’avvolgente luce terrestre.” Questo passo mi è piaciuto e forse servirà anche a voi per capire la struttura del libro. Ci troviamo di fronte a pezzi, episodi della vita dell’uomo grigio. L’uomo grigio, è chiunque e nessuno, è un’essenza, ma è anche materia vivente. Vive in una dimensione tutta sua, un luogo etereo e desolato, dove lui è il e al centro di tutti gli avvenimenti che “popolano” questa sua dimensione. Il grigio non è un colore, è neutro, è il colore di colui che vuole passare inosservato, forse mi ci sono ritrovato molto nel protagonista dei racconti di Visconti. I diversi episodi, descrivono il mondo in cui vive l’uomo grigio, la sua casa, che sembra di più un contenitore organico, che contiene l’uomo ma di cui non è soggiogata, essa vive per conto suo e non si preoccupa dell’uomo. Vive, si trasforma cambia in continuazione la sua forma esteriore,l’uomo è suo ospite, non suo padrone. Vi è anche un capitolo molto particolare in cui si descrive il lavoro dell’uomo in grigio. Si intuisce che lavora in un negozietto di sua proprietà dove ci sono oggetti, forse antichi, ma questo non ha importanza, perché l’uomo grigio non se ne cura, si fa scivolare tutto addosso. Non ha una reazione depressiva o malinconica verso la vita, ma non se ne preoccupa, l’uomo grigio vive da tempo immemore, non ricorda nemmeno lui quando è nato, e quindi non è preoccupato del tempo che passa e che intacca gli oggetti che lo circondano, oggetti che sembrano anche essi vivi, che si muovono anche se l’uomo si distrae solo per pochi momenti. Vive in una periferia di una grigia città moderna, in cui si perde l’identità del singolo individuo(tutto ciò è molto reale,non credete?) . Il grigiore è dato dai palazzi tutti eguali e squadrati, da giardini perfetti, da strade infinite e deserte, tutta la città in cui vive l’uomo grigio è vuota. L’uomo grigio per me non esiste, l’uomo grigio è il lettore, è il nostro cervello che crea in continuazione nuovi ambienti, nuove sensazioni e ci presenta questi episodi solo quando essi sono compiuti, l’uomo grigio non ha consapevolezza di ciò che gli accade intorno, o meglio, non cerca le spiegazioni di alcuni accadimenti, perché semplicemente a lui non interessano. A lui interessano altre cose, come l’acqua, come l’esser libero come l’aria, staccarsi dal suo corpo fisico e librarsi nel cielo, c’ è riuscito ed è rimasto affascinato da ciò. L’uomo grigio è l’espressione della nostra fantasia che è libera e volatile che ci fa sentire vivi e felici… Il libro sotto alcuni aspetti mi ha affascinato come ho potuto narrarvi fino ad ora, ma ci sono anche delle note negative che secondo me vanno ricercate in primis nell’artwork di copertina, questo non rispecchia assolutamente il contenuto del libro, dovrebbe essere la rappresentazione grafica di ciò che è stato trattato secondo me, ma pare più adatto ad uno sterile trattato scientifico. Poi lo scritto a volte risulta essere un po’ petulante, soprattutto nelle varie dizioni che l’autore utilizza per il nome del protagonista ( l’uomo che cercava il grigio, l’uomo che sentiva il grigio, l’uomo dai grigi percorsi ecc.), stancano e rendono la lettura più pesante. Il libro è consigliabile ad una cerchia ristretta di lettori( ne dimostra il fatto che il libro è stato stampato in 100 copie), magari a coloro che prediligono saggi filosofici di autori moderni. Domenico Cosentino Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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