Descrizione
Recensioni
Autore:
McGrath Patrick
Patrick McGrath, autore di capolavori quali “Follia” e “Spider” e di bei romanzi quali “Marta Peake” e “Grottesco”, delude profondamente in questa sua ultima opera, un “romanzetto” nel quale non si capisce bene dove l’autore voglia andare a parare e cosa voglia esattamente dirci.
E’ la storia di Jack e Vera, raccontata in prima persona da Gin, la sorella di lui, due pittori inglesi che si incontrano, si piacciono (lei ha molti anni più di lui), fuggono negli Stati Uniti dove si sposano e poi si rifugiano a Port Mungo, sperduto villaggio dei caraibi dove mettono al mondo due figlie, Peg e, a distanza di anni, Anna.
Quando Gin ci racconta la storia, Jack è già morto e lei ripercorre la vicenda della sua vita e della moglie che gira intorno alla tragedia della morte, in circostanze misteriose, della figlia Peg.
McGrath tenta, come già nei suoi precedenti romanzi, in particolare l’ineguagliato “Follia”, la strada dell’introspezione psicologica e della sorpresa del ribaltamento dei ruoli che, per tutto il romanzo, noi crediamo o ci fa credere stare in un certo senso salvo poi scoprire che non era affatto così.
Ma stavolta il contorno non c’è o è estremamente “inutile”, poco interessante, direi “noioso”.
Prendevo in mano il libro per portarlo avanti ma non perché desideroso di scoprire come proseguiva la storia o cosa sarebbe successo ai protagonisti: semplicemente non mi interessava. Semmai c’era la curiosità di scoprire se, finalmente, sarebbe successo qualcosa!
E anche quello che dovrebbe essere il punto forte del romanzo, il disegno psicologico dei personaggi, mi sembra che in questo caso rimanga un po’ sopra sopra, superficiale, non approfondito come in altre occasioni: non ci si appassiona, non ci si affeziona ai personaggi, ma non perché questi siano quasi tutti dei personaggi negativi (chi non si è affezionato al papà di Marta Peake, ad esempio, nonostante non lo si possa certo definire personaggio positivo?), semplicemente perché non riusciamo a conoscerli approfonditamente.
E infine la sensazione che “pur di raggiungere un determinato numero di pagine”, il libro, finisca con l’essere ripetitivo, quasi fosse un obiettivo prefissato per contratto: la sensazione che questo libro McGrath non l’abbia voluto ma l’abbia dovuto scrivere.
Luca Barbareschi
Milano, 21 novembre 2004
Port Mungo
Patrick McGrath
Bompiani
Pagg. 297 € 16,00