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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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D'Arrigo Stefano
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Descrizione
Recensioni
Autore: D'Arrigo Stefano

Un viaggio fatto per amore a cui fa da sottointeso la morte.
Questo è il viaggio di ritorno in patria di Ndrja che, scampato alla guerra, ritorna all'isola in cui è nato, la Sicilia, per ritrovare la propria comunità di pescatori e la propria vita di sempre. Ma tornare in Sicilia vuol dire scoprire, durante il viaggio, che la guerra ha lasciato le sue tracce ovunque; vuol dire conoscere alcune Femminote - così vengono chiamate le abitanti dell'isola delle Femmine - che risalgono la costa Calabrese in cerca di un marinaio che possa "guarire" una misteriosa e affascinante giovane, Cata, dalla perdita dell'amato.
Vuol dire incontrare un povero ex pellisquadra che, costretto a scendere dalla barca, passa la propria vita a cavallo e vestito con tre uniformi diverse, nella speranza di esser seppellito con onore dalla Guardia di Finanza qualora morisse, sa ancora sognare su cose mai fatte e dolci singulti d'amore.
Significa scoprire un mondo alternativo dove i delfini vengono chiamati "fere" e la parola fera è la voce di chi si guadagna la vita. mentre "delfino" è usata da chi comanda.
Significa scoprire che le fere sono animali terribile e che, simili a mostri, distruggono le opere dei pescatori; ma sanno anche amare come gli uomini e con un ultimo tiro mancino alla morte, conquistarsi l'eternità gettandosi nello Stromboli.
Significa scoprire di poter amare una donna con un nome evocatorio, come quello di Ciccina Circè, anche solo per averla conosciuta il tempo di un traghettamento; e stupirsi di come riesca ad ammansire le fere con uno strano campanellino legato ad una treccia, nella speranza che tenga lontani dalla sua barchetta i cadaveri dei  giovani soldati morti in guerra. perché il mare è scuro, ma la morte è sempre all'erta.
Significa scoprire che nelle povere case della gente sono rimaste più foto che uomini in carne e ossa e che la sofferenza di una madre, come quella di una donna, può diventare crudeltà e rabbia.
Significa stupirsi davanti all'amore di una giovane ragazza, Marosa, così ingenua da credere che un patto con Dio possa restituirle il suo innamorato, e così folle da disfare e ricomporre dei centrini a forma di pesce in nome di quell'amore.
Significa infine morire per caso, perché come in uno strano mondo ormai incarognito dalla guerra può morire un'immortale come l'Orca. Come l'Horcynus Orca.
Così può morire per caso, anche Ndrja, i cui occhi hanno visto troppo e il cui cuore non potrebbe sopportare altro.
Una storia forte come la Sicilia e fatta di mare, di guerra, d'amore, di sentimenti veri come la vita e come la morte. Per rileggere tutto un mondo negli occhi di un pescatore e nell'anima di un uomo. Zaira Maranelli

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