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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Rigo Fausta Maria
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Descrizione
Recensioni
Autore: Rigo Fausta Maria

Metti un giorno che buttando le gambe giù dal letto i piedi si fermino a dieci centimetri da terra, metti che come due muli si rifiutino in definitiva di toccare il suolo.
Mica facile, non si può comandare niente a due piedi così, bisogna solo assecondarli, se avete la fantasia e la capacità dei bambini di cogliere il rovescio paradossale delle cose, già, altrimenti son dolori.
Provate allora a mettervi i pattini, non ci avevate pensato? I pattini da competizione ti sollevano più di dieci centimetri dal suolo, e sono anche parecchio più veloci e funzionali delle zeppe che dove andreste poi a trovarle di dieci centimetri se vi servisse di uscire di corsa da casa. Insomma, con i vostri piedi siete liberi di fare un po’ come vi pare, dopo di che passate in libreria e comprate Pied-a-terre, il romanzo appena uscito di Fausta Maria Rigo, editore Salani.
La vicenda interessante è quella di Manù, regista teatrale e ragazza cronicamente "appanicata"(come direbbe in grazioso spirito l’autrice stessa. Ovvero sofferente di sindrome ansiosa acuta, quella cosa che chiamano attacchi di panico, fatta di profonde sensazioni d’inadeguatezza, di paura di svenire e di morire, di ogni genere di fobia per oggetti, situazioni, persone.
Manù è quel genere di donna equilibrista costretta dalla necessità a inventarsi creativamente la vita ogni giorno, a fare slalom tra le sue paure e gli uomini che la cannibalizzano affettivamente e il mito di un’estetica femminile irraggiungibile. Manù teatrante e teatrale non perde tempo a recriminare, né con se stessa né con gli uomini, Manù costruisce il suo spettacolo personale senza soccombere mai, flirtando con l’improbabile surreale che scaturisce dalla propria ipersensibilità, mettendo in scena il proprio spirito e la propria ironia fino a trovare l’uscita dal labirinto oscuro appanicante. Ecco un bel punto, creatività contrapposta a recriminazione, sarebbe quasi il caso di chiedersi se Manù non somigli a una sorta di "donna nuova". In che senso, dite? Avete mai provato a farvi guidare da un bambino, a camminare guardando il soffitto attraverso uno specchietto e a immaginare che quello sia il suolo?
In questo senso esteso, da brava donna nuova, Fausta/Manù non è classificabile come "scrittrice che scrive femminile", benché il suo romanzo esca in una collana di Salani dedicata a una tale obsoleta definizione.
Scrittura è scrittura, senza genere, così come uomo e donna fanno parte della categoria unica degli esseri umani. Sembra poco, ma non lo è. Sia come sia, funziona questo romanzo, funziona maledettamente bene. Ha un percorso preciso che dalla superficie introduce al profondo, è ricamato attraverso una scrittura leggera e sensibilissima, fatta in gran parte di parlato, di dialoghi perfettamente equilibrati, sorretto da un’architettura di contrappunti metaforici eleganti e semplici.
Pied-a-terre è un romanzo d’esordio sincero e brillante, divertentissimo, una storia che mentre si sviluppa con quel decimo di arrotondamento mancato la senti che è la storia di un’esordiente e ringrazi che sia così perché in cambio ti viene molto più e meglio, l’istintività e la freschezza, la creatività alla fonte. .
Di Alessandro Gabriele, scrittore e psicologo

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