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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Cascio Alessandro
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Recensioni
Autore: Cascio Alessandro

“Due giorni al diploma, ed eccomi qui, a vent’anni appena compiuti, guardare il soffitto chiedendomi se il bianco è un colore o una mancanza di esso”. Chissà se il buon Chicco Sacchi, l’autore di questo pensiero la cui situazione attuale più o meno tutti possiamo condividere (a chi non è toccato in sorte l’esame di maturità?), abbia letto Melville e le pagine di disquisizioni letterarie sul colore di Moby Dick.
Nel dubbio, penso che se lo avesse fatto avrebbe certamente trovato moltissimi punti in comune con la sua riflessione sul bianco.
Del resto anche lui, come il buon vecchio Ahab, si trova in un mare di confusione pieno di trappole e di insidie che può essere lo stato di incertezza della propria vita (che fare? dove andare?) quando smetti di studiare ed entri nel meraviglioso mondo della disoccupazione. La vita per Chicco post esame di maturità si complica: tra lavoretti saltuari per sbarcare il lunario decide di iscriversi all’Università che è “sempre pronta a pararti il culo” e cerca casa per andare a vivere da solo, lontano da una madre vedova e troppo meridionale che lo asfissia con le sue imprecazioni in dialetto siculo.
E poi ci sono i parenti. Anche loro troppo meridionali. Così trova casa da condividere con una lesbica che si chiama Mario, un gay che si chiama Sandokan e Lorenzo, un ragazzo etero che si guadagna da vivere facendo sesso in web cam. Il linguaggio utilizzato è volutamente definito dall’autore “trash”, perché prende in prestito modi di dire della lingua parlata e permette al lettore di calarsi ancora di più nel contesto reale. Infatti, come si può leggere dalla seconda di copertina: “Il Trash non vuole creare una moda, non vuole rappresentare un movimento […], è solo il vomito e la merda che ogni generazione ha dentro di sé”. La storia di Chicco è un dramma esistenziale che è fisicamente collocato nell’hinterland bolognese ma che potrebbe essere un posto qualsiasi del mondo perché si svolge tutto nell’animo del protagonista, nella sua parte più interna. È una storia d’amore, di droga, di morte, di omosessualità. È anche una storia con una bella colonna sonora.
In fondo, lo sapevate che Allah è un chitarrista? Marina Indulgenza

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