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Poesia
L'amore imperfetto | L'amore imperfetto |
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| Recensioni Poesia | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Recensioni Autore: Santalucia Scibona Maria TeresaAnalizzare in forma poetica il proprio passato amoroso senza peraltro sfuggire all’eventuale futuro, potrebbe trascinare l’autore inesperto del rischio della parola in un pantano linguistico composto di luoghi comuni, ripetute geremiadi o affocate esaltazioni, senza peraltro riuscire a dare alla propria voce un timbro cristallino, inedito. Maria Teresa Santalucia Scibona con questo Amore imperfetto, riesce invece a toccare la perfezione tra il sentimento vissuto o vivibile e la parola che lo esprime. Neuro Bonifazi, nella prefazione, lo definisce addirittura “un piccolo capolavoro”, e subito dopo aggiunge: “Non crediamo, infatti, che ci si possa osservare, immaginare e descrivere nella propria matura femminilità – e in rapporto agli eventi erotici di una vita, di un passato e di un presente, e giustamente perfino di un futuro - con uno sguardo più disincantato e con più efficace varietà di atteggiamenti e più esperta perizia poetica”. Certo è che l’autrice non si lascia imprigionare da se stessa. Ha cercato, fino al limite di una certa algidità, di guardare se stessa, o meglio il suo corpo percorso dal fremito della passione, avvolto dalle onde magnetiche dell’erotismo o ” imbambolato” dall’amore nel momento della sua resa estrema, con l’occhio dell’ entomologo, per rivelarne, con una precisione quasi maniacale, le varianti o le variazioni, le sottili sfumature del sentimento fino a capire e carpire, quasi in un’illuminazione improvvisa, che “… ciò che mi sfugge di te/ è l’oscuro enigma che mi attrae.”(pag. 18). Ma denunciare anche la stanchezza della lotta, quel continuo limìo che porta il rapporto fino al limite della sopportabilità e allora sorge il desidero di “ Un amore esclusivo, tenace/ che odia le guerre virulente/ e brama solo pace” (pag.22). La paura e il desiderio (paura della vita che porta in sé le inevitabili fratture, desiderio invece di uno status quo che eternizzi l’amore nell’attimo splendente della sua apoteosi), sfociano a volte verso il sogno, un amore vissuto dentro fino allo spasimo. L’occhio indagatore della Scibona non si lascia coinvolgere fino al punto di non cogliere quella sottile ironia che sottostà alle vicende stesse della vita, per quanto drammatiche o dolorose possano essere; perché strappare il riso o il sorriso, anche amaro fino al sapore di fiele, presuppone una purificazione visuale della vita nella sua totalità, in rapporto alle proprie vicende. E’ un prendere volutamente le distanze, e non tanto per diminuire l’importanza della propria vicenda esistenziale, nell’amore e nel dolore ( amore e dolore mai scissi, quasi sempre uniti), quanto invece per tentare una sistemazione appropriata del proprio piccolo particulare dentro e insieme alla vasta vicenda umana. Se si analizzano con occhio distaccato gli ultimi versi della raccolta (“ Inerme, / sul filo dei giorni,/ m’attardo a contare/ anniversari e devastazioni”, pag.60), versi di apparente autocinismo, ci accorgiamo invece quanto conti la volontà di non lasciarsi coinvolgere fino all’annientamento, nelle proprie stesse vicende; e quanto sia importante digerirle, con quel sottile, persistente filo di ironia, per intravedere oltre l’orizzonte, che parrebbe sbarrato, altri spazi aperti alla conquista. Che poi questi spazi si allarghino nella realtà quotidiana, o germinino nella immaginazione, la parola che li plasma li fa comunque veri, perché alimentata dal fuoco di una poesia alta. Walter Nesti Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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